(AGI) - Roma, 6 feb. - Il calo del fatturato stimato per il 2009 risultera’ particolarmente pesante per i produttori di beni intermedi: metallurgia, prodotti in metallo ed intermedi chimici in primis, che oltre alla debolezza dei settori a valle e la loro tendenza a decumulare scorte, scontano anche l’intenso ridimensionamento dei prezzi delle commodities di riferimento. In forte calo anche il fatturato dei produttori di beni d’investimento. Gli incentivi al mercato dell’auto e il guadagno di quote di mercato della Fiat non impediranno ad autoveicoli e moto di chiudere il 2009 con un ripiegamento del fatturato dell’ordine del 25% rispetto ai livelli dell’anno precedente, data la difficile fase degli ordini di veicoli commerciali, auto ed altri mezzi di trasporto da parte delle imprese.
Le opportunita’ di vendita colte sui mercati asiatici e del Medio oriente e nord Africa non hanno permesso di contenere la caduta a ritmi inferiori alla media manifatturiera nemmeno a due dei comparti di punta dell’industria italiana: elettrotecnica e meccanica. In questo difficile contesto, nemmeno i settori meno sensibili al ciclo economico sono riusciti ad evitare un deterioramento del fatturato, eccezion fatta per la farmaceutica, che grazie alla sostenuta accelerazione dell’ultima parte dell’anno - in particolare sul fronte estero - sta confermando i buoni livelli del 2008.
Insomma, “nonostante il peggio sia oramai alle spalle, l’intensita’ della ripresa anche nei prossimi mesi sara’ tale da non consentire il riassorbimento degli eccessi di capacita’ produttiva venutisi a creare negli ultimi tempi, prefigurando l’avvio di una fase di ristrutturazione e riorganizzazione in molti settori”. In particolare appaiono allarmanti, i dati relativi al grado di utilizzo degli impianti nei settori degli elettrodomestici, automobili e motocicli e prodotti e materiali per le costruzioni, ma anche in altri comparti caratterizzati da elevate economie di scala d’impresa e d’impianto, come la metallurgia. “Come testimoniato anche dai tavoli aperti con il governo”, conclude il Rapporto, “e’ in questi settori che appare piu’ urgente la ricerca di un nuovo assetto produttivo, che possa contenere i pesanti contraccolpi sulle filiere produttive e sui territori, con effetti non irrilevanti sulla gia’ fragile crescita della domanda interna”. (AGI) Mau
Pubblicato Febbraio 6th, 2010 in chimici | Modulo Segnalazioni
(AGI) - Roma, 5 feb. - E’ del Cnr il primo gene artificiale sperimentato in modelli murini per la terapia della distrofia muscolare di Duchenne (Dmd). Si tratta della molecola sintetica ‘Jazz’ che si e’ rivelata altamente efficace in modelli murini affetti da Dmd, testata e brevettata da un gruppo di ricercatori dell’Istituto di biologia e patologia molecolari (Ibpm) e dell’Istituto di neurobiologia e medicina molecolare (Inmm) del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) di Roma. La Dmd e’ una malattia genetica caratterizzata dalla perdita della distrofina, proteina che provvede alla corretta stabilita’ meccanica del muscolo durante la contrazione. Questa grave patologia comporta la degenerazione del tessuto muscolare e provoca la progressiva e irreversibile perdita delle capacita’ motorie e respiratorie. Un bambino su tremila nasce affetto da Dmd a causa di mutazioni sul cromosoma X che alterano il gene della distrofina e, sebbene gli approcci terapeutici siano numerosi, non e’ ancora disponibile a oggi una cura efficace. Una strategia molecolare promettente e’ quella che mira ad aumentare nel muscolo distrofico i livelli della proteina ‘utrofina’, un omologo funzionale della distrofina. “Normalmente nel muscolo l’utrofina e’ molto espressa al momento della nascita ma poi si attenua con la crescita”, ha spiegato Claudio Passananti, ricercatore dell’Ibpm-Cnr, “grazie al piccolo gene regolatore sintetico ‘Jazz’, appropriatamente inserito nel Dna dei topi, abbiamo ottenuto un aumento del livello di utrofina che si e’ rivelato utile a sostituire le funzioni normalmente espletate dall’enorme gene della distrofina, che si estende per 2.5 megabasi di Dna nel cromosoma X”. In particolare, e’ stato dimostrato che in topi distrofici ‘mdx’, Jazz previene e contrasta la progressione della malattia. E ha aggiunto: “Nello studio, pubblicato sulla rivista ‘Human molecular genetics’, dimostriamo che ‘Jazz’ e’ capace di riconoscere specificamente il gene bersaglio dell’utrofina nel tessuto muscolare del topo malato, aumentandone i livelli di espressione”. L’aumento dei livelli di utrofina mediato da Jazz, ha spiegato Elisabetta Mattei dell’Inmm-Cnr, “e’ terapeutico nei topi distrofici e contrasta efficacemente la perdita della funzione muscolare. Tale risultato rappresenta un importante strumento a disposizione delle biotecnologie, che mirano a creare nuove strategie terapeutiche per il trattamento di malattie genetiche e oncologiche”. Considerando l’aspetto innovativo della ricerca, in parte finanziata da Telethon e dalla regione Lazio/Filas, il team Cnr ha firmato un accordo con la societa’ israeliana Ilit-Bio Ventures che consente all’ente di mantenere la titolarita’ della proprieta’ intellettuale brevettata e alla societa’ israeliana di promuovere e commercializzare il ‘know-how’ basato sull’impiego di tale tecnologia. (AGI) Com/Gav
Pubblicato Febbraio 5th, 2010 in Chimica | Modulo Segnalazioni
(AGI)- Montesilvano (Pescara), 5 feb. - Per non essere scoperta nascondeva la droga da spacciare nei pressi della casa del vicino. I carabinieri, pero’, hanno capito lo stratagemma e l’hanno arrestata. In carcere, a Chieti, e’ finita Adelina Spinelli, una nomade di 41 anni di Montesilvano, che i carabinieri hanno arrestato su disposizione del gip Luca De Ninis. L’accusa nei confronti della donna e’ di spaccio continuato di sostanze stupefacenti di tipo eroina e cocaina. Spinelli era stata controlla nel mese di giugno del 2009, nella sua abitazione, a Montesilvano. I militari avevano sequestrato della droga a due clienti e poi avevano trovato non lontano da casa della donna, vicino al cancello di una villa disabitata, una busta di cellophane con 110 grammi di cocaina e 200 grammi di eroina. Dalla comparazione analitica di questo stupefacente con quello sequestrato ai due tossicodipendenti, i militari hanno accertato che la composizione chimica ed il principio attivo erano perfettamente corrispondenti. Ad individuare la droga era stato il cane dell’unita’ cinofila.(AGI) cli/Plt
Pubblicato Febbraio 5th, 2010 in Chimica | Modulo Segnalazioni