(RPT) RICERCA: STAMINALI TRIDIMENSIONALI RIPARANO NEUROLESIONI

(AGI) - Milano, 27 dic. - Il cammino della ricerca va avanti velocemente e i ricercatori italiani molto piu’ spesso sono i protagonisti di scoperte sensazionali che dalle staminali, alle nanotecnologie, cambieranno i paradigmi delal scienza medica-biologica attuale. E, come avviene gia’ in campo delle tecnologie digitali, anche il campo tridimensionale sostituira’ presto quello delle due dimensioni, utilizzato nalla ricerca biomedica.
Cellule staminali fatte crescere e proliferare su un nuovo supporto tridimensionale (in inglese “scaffold”) fatto di piccoli frammenti proteici sono state in grado di differenziare in cellule nervose. Lo “scaffold” possiede piu’ di ogni altro sistema di coltura cellulare caratteristiche fisico-biologiche simili a quelle di tessuti presenti in organismi viventi. Questa invenzione, che potra’ un giorno rimpiazzare l’ubiquitaria “piastra Petri” per coltivare cellule in un ambiente realmente tridimensionale e’ stata resa pubblica oggi nel Public Lybrary of Science One (PLoS ONE).
E’ stato un giovane ricercatore di Milano, Fabrizio Gelain, del laboratorio del prof. Angelo Vescovi (Dipartimento di Biotecnologie e Bioscienze, Universita’ Milano-Bicocca, e presidente del Comitato Scientifico dell’Associazione Neurothon Onlus) in collaborazione con Shuguang Zhang, direttore associato del Centro di Ingegneria Biomedica del MIT, che ha progettato tale “scaffold” composto da una rete di nanofibre proteiche 5000 volte piu’ sottili di un capello umano, e contenenti pori fino a 20000 volte piu’ piccoli della cruna di un ago. I ricercatori hanno fatto crescere colonie vitali di cellule staminali neurali su “scaffold” tridimensionali senza i possibili “artefatti” dati dal tradizionale sistema di coltura a due dimensioni. Zhang infatti afferma che probabilmente nei prossimi 20 anni tutti le colture cellulari saranno in tali supporti tridimensionali e molte scoperte ottenute coi precedenti sistemi in 2D dovranno essere riviste. La nuova struttura sintetica, costituita da piccoli frammenti di amminoacidi chiamati “peptidi auto-assemblanti” che si organizzano in strutture funzionali, e’ in grado di creare un microambiente favorevole per colture cellulari e tissutali usate nell’ingegneria dei tessuti biologici, quali trapianti di pelle e neuroni in grado di rimpiazzare cellule nervose danneggiate a seguito di lesioni. Lo “scaffold” stesso, infatti, completamente bioriassorbibile, puo’ essere trapiantato nell’organismo senza effetti collaterali. (AGI)
Vip (Segue)