DELITTO OLGIATA:MARITO VITTIMA CHIEDE A PM ROMA NUOVA INDAGINE
(AGI) - Roma, 29 dic. - Per Mattei, le nuove tecniche scientifiche, piu’ sofisticate e attendibili, consentono di “compiere accertamenti ematici, chimici e genetici” su quanto repertato all’epoca dai carabinieri nella stanza della nobildonna (un lenzuolo, una canottiera, un completo intimo, oltre allo zoccolo) e sui jeans sequestrati a Roberto Jacono e Manuel Winston, indagati a piede libero per omicidio volontario e poi usciti di scena perche’ l’esame del dna escluse ogni legame tra le tracce di sangue rinvenute sui pantaloni e la vittima.
Secondo i consulenti di Mattei (il biologo molecolare Francesco Fiorentino e la specialista in genetica Marina Baldi), “le tecniche allora conosciute presentavano una serie di inconvenienti quali la notevole quantita’ di dna necessaria per ottenere significativi risultati e la facile degradabilita’ e contraffazione dei campioni di dna”. Per i due esperti, infatti, “le nuove metodologie di laboratorio hanno una sensibilita’ di circa 1000 volte superiore a quelle metodologie utilizzate al tempo dai dottori Ernesto D’Aloja e Angelo Fiori”, i periti nominati dal gip Augusto Meschini che non riuscirono a giungere a conclusioni certe, limitandosi ad attribuire agli stessi indagati quelle tracce ematiche sangue.
Sulla base del parere espresso dai consulenti, il marito della contessa ritiene che “queste indagini emato-chimiche e genetiche si possano fare anche su reperti molto vecchi o degradati” e che la procura debba concedere questa possibilita’.
Nell’istanza inviata all’attenzione del magistrato, viene fatta una minuziosa ricostruzione dell’attivita’ investigativa svolta dai carabinieri del nucleo operativo e dall’ex pm Cesare Martellino. La contessa Filo della Torre fu uccisa la mattina del 10 luglio del ‘91 quando la sua abitazione era piena di gente. (AGI)
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