CLIMA: CMCC, MEDITERRANEO PIU’ CALDO, CAMBIA VEGETAZIONE
(AGI) - Roma, 19 feb. - L’Ipcc, nel rapporto del 2 febbraio scorso, ha preso in considerazione due scenari: il piu’ pessimista ipotizza che nel 2100 ci sara’ nell’atmosfera terrestre una quantita’ di anidride carbonica pari a 800 parti per milione. Il secondo scenario parte invece dal presupposto che nel 2100 ci sara’ una quantita’ inferiore di Co2, pari a 700 ppm, per via dell’effetto di moderate politiche di taglio delle emissioni di gas serra. Grazie ai calcolatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, i due scenari sono stati adattati al bacino del Mediterraneo, con un dettaglio molto alto. Secondo lo scenario piu’ pessimista, in estate i massimi di aumento della temperature superficiale (oltre 6° C) si trovano sull’Italia, sul penisola iberica, sud della Francia e penisola balcanica; durante l’inverno le piogge aumenteranno nelle regioni settentrionali e diminuiranno sul Mediterraneo e nel Sud Europa, mentre in estate la riduzione delle precipitazioni interessa tutta la regione, con un possibile rischio di siccita’. “I modelli climatici hanno prodotto scenari caratterizzati da aumento delle temperature, sia nella stagione invernale sia in quella estiva, ma prevalentemente in quest’ultima - spiega Antonio Navarra, presidente del Cemcc. - Al riscaldamento del bacino del Mediterraneo si associa la diminuzione delle precipitazioni invernali, pioggia e neve, con una riduzione pari al 20% circa. Gli scenari ottenuti con i modelli climatici sono caratterizzati da un elevato grado di incertezza, ma possiamo affermare di essere in presenza di segnali di grandi alterazioni climatiche”. Prossimo progetto del Cmcc - aggiunge Navarra - e’ la creazione di un modello del sistema Terra relativo al ciclo del carbonio e che contempla, tra le variabili considerate, gli oceani, i ghiacci, l’ecosistema marino, l’ecosistema terrestre e la chimica dell’atmosfera. Questo modello sara’ utilizzato per l’elaborazione dei prossimi scenari Ipcc. Lo scopo - sottolinea Navarra - e’ di elaborare studi da mettere a disposizione sia della comunita’ scientifica sia dei decisori politici: “Per la prima volta in Italia, e in Europa, si disegnano ricerche pensate sin dall’inizio per essere utili alla definizione di strumenti di policy in grado di supportare, con le evidenze scientifiche e la previsione di scenari futuri, le azioni di risposta ai mutamenti indotti dai cambiamenti climatici”. “Tra gli obiettivi del Cmcc - aggunge Carlo Carraro, responsabile della Divisione valutazione economica degli impatti - vi e’ l’intento di costituire un centro in grado di funzionare da interfaccia tra la comunita’ scientifica e i decisori politici che saranno chiamati, sempre di piu’ nei prossimi anni, a effettuare scelte e a prevedere azioni per contrastare gli effetti avversi dei mutamenti indotti dai cambiamenti climatici”. (AGI)
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