AMBIENTE: FORSE PECORE MORTE ALL’ORIGINE AVVELENAMENTO GRIFONI

(AGI)- L’Aquila, 26 feb. - Sono state trovate questa mattina tre carcasse di pecore nella zona di Castelnuovo di Avezzano, a pochi chilometri dal Parco Regionale del Silente Velino, dagli uomini del Comando Stazione di Magliano dei Marsi Bis e del Coordinamento Provinciale de L’Aquila del Corpo forestale dello Stato. Vicino agli animali ritrovati anche due cani morti e una bottiglietta contenente del liquido giallo, consegnata ad un laboratorio chimico di Avezzano per i dovuti controlli.
Le carcasse, poste sotto sequestro, sono state ora rimosse e consegnate agli esperti dell’Istituto Zooprofilattico di Teramo per l’esame autoptico e per gli eventuali accertamenti. Secondo le ipotesi al vaglio degli inquirenti, gli ovini potrebbero essere la fonte dell’avvelenamento dei 14 grifoni ritrovati morti in questo ultimo periodo nella zona di Magliano dei Marsi. Dagli esami effettuati nei giorni scorsi, infatti, sono stati trovati dei peli di pecora all’interno delle carcasse dei grifoni e visto il rinvenimento di questa mattina, sembra che i due episodi possano essere collegati.
Proprio ieri mattina e’ stato trovato dagli agenti della Forestale un altro grifone morto nella zona di Magliano dei Marsi, facendo salire a 14 il numero delle carcasse dei rapaci scoperte in questi giorni. Nelle ultime ore l’intera zona e’ stata passata a setaccio e tutte le pattuglie in servizio sul territorio, continuano a prestare la massima attenzione ai segni che rivelano la presenza di grifoni nelle vicinanze. L’obiettivo e’ quello di intervenire con rapidita’ per evitare che gli animali possano correre ulteriori pericoli.
I volatili rinvenuti fanno parte della colonia di grifoni reintrodotti nell’Appennino centrale dal Corpo forestale dello Stato nell’ambito di una serie di iniziative per la ricostituzione delle reti alimentari (trofiche) necessarie al riequilibrio degli ecosistemi naturali. Infatti, il “progetto grifone” a meta’ degli anni’90, ha seguito di poco quello che ha riportato il corvo imperiale nell’area del Monte Velino ed e’ contemporaneo a quello che, nella stessa area, ha consentito la diffusione del cervo.(AGI)
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