SALUTE: COLDIRETTI, STOP BREVETTI UE SEMENTI, PIANTE E ANIMALI
(AGI) - Roma, 26 mar. - Impedire l’estensione del campo di applicazione della Convenzione europea dei brevetti non solo alle invenzioni tecnologiche che riguardano piante ed animali, ma anche a metodiche di analisi volte a rilevare nelle piante e negli animali convenzionali (non modificati geneticamente) la presenza di particolari proprieta’ benefiche per la salute umana o per la resistenza della specie. E’ questo l’obiettivo dell’adesione della Coldiretti all’appello lanciato a Monaco dove ha sede l’Ufficio Europeo dei Brevetti dalla ‘Coalizione Internazionale contro la brevettabilita’ delle sementi’ (No seeds on patents). La concessione del brevetto in questo caso - denuncia la Coldiretti - determina un livello di protezione assoluto che non riguarda piu’ esclusivamente il seme della pianta ma anche le successive utilizzazioni della pianta stessa nei processi di riproduzione, sottraendo, cosi’, del tutto all’agricoltura la possibilita’ di libero impiego della semente e della pianta da essa ottenuta. Il rilascio sistematico di brevetti su piante ed animali convenzionali apre una nuova preoccupante pagina sul processo di controllo dei sistemi produttivi in agricoltura, che - sostiene la Coldiretti - ci spinge a ribadire con forza che ‘la vita non si brevetta’. In sostanza - sottolinea la Coldiretti - si tratta di correggere l’orientamento attuale dell’Ufficio Europeo dei Brevetti che e’ quello di brevettare non solo piante geneticamente modificate (Ogm), ma anche quelle convenzionali che presentano caratteristiche innovative a livello biologico senza l’ausilio di Ogm. Da quando l’opinione pubblica, soprattutto in Europa, ma anche in alcuni paesi in via di sviluppo ha manifestato ampio scetticismo verso l’ingegneria genetica e le biotecnologie non hanno prodotto i risultati attesi in termini di profitto, per le multinazionali - precisa la Coldiretti - e’ diventata infatti maggiormente interessante la coltivazione di piante convenzionali in combinazione con specifiche procedure tecnologiche come, ad esempio l’identificazione di geni attraverso marcatori di specifiche caratteristiche delle varieta’ vegetali o delle razze animali. L’estensione del sistema brevettale rischia di avere degli effetti perversi anche nel campo della ricerca scientifica poiche’ - sostiene la Coldiretti - se si accredita una protezione assoluta dell’invenzione oggetto di brevetto riguardante una pianta o un animale, si sottrae quella varieta’ di pianta o razza di animale oggetto di protezione brevettale dal poter essere oggetto di successive sperimentazioni al fine di poterne ottenere il miglioramento.(AGI)
Red/Sic