PESTICIDI NEL PIATTO: LEGAMBIENTE, IL LAZIO PEGGIORA

(AGI) - Roma, 22 mag. - Un terzo della frutta che nel Lazio portiamo sulle nostre tavole ha residui chimici (il 32% del campione), pur essendo “regolare” secondo la normativa: e’ questo il dato piu’ preoccupante, in decisa risalita rispetto allo scorso anno, del rapporto Pesticidi nel piatto 2007 di Legambiente. Migliora invece la percentuale di campioni “fuorilegge”, frutta e verdura in cui la quantita’ di pesticidi rilevata ha superato il limite fissato dalla legge (lo 0,13): nonostante l’aumento dei controlli, diminuiscono in numero assoluto quei prodotti contaminati che hanno superato il limite della legalita’. Ma analizziamo un quadro piu’ completo. Sono 1.256 i campioni analizzati, cioe’ 134 in piu’ rispetto all’anno passato, con risultati pero’ che lasciano perplessi: diminuiscono infatti i campioni regolari senza residui (dal 91,4 del 2006 all’85,27% del 2007), mentre aumentano i campioni regolari con piu’ di un residuo di pesticida (dallo 0,8 dell’indagine 2006 al 3,5% del 2007) e aumentano anche i regolari con un solo residuo (dallo 0,4% del 2006 al 10,7% del dossier 2007). Unica evoluzione positiva quella dei campioni irregolari, cioe’ quelli la cui soglia limite di quantita’ di residui e’ stata superata da uno o piu’ pesticidi: nella provincia di Roma sono 2 i campioni di spinaci irregolari per Endosulfan e Procimidone e un campione di mele irregolare per il livello di Procimidone, mentre in provincia di Latina sono risultati irregolari un campione di pesche (dimetoato) e uno di zucchine (metalaxil). “Cambiamenti preoccupanti per la nostra Regione, che potrebbero essere considerati un campanello d’allarme - si legge nella nota - secondo l’indagine annuale che raccoglie ed elabora i risultati delle analisi realizzate dai laboratori pubblici sui residui di pesticidi sui prodotti ortofrutticoli”. “Quest’anno peggiora la condizione della nostra frutta, verdura e dei prodotti derivati, che pur risultando regolari per legge, presentano in tanti casi diverse contaminazioni da residui chimici - ha commentato Lorenzo Parlati, presidente Legambiente Lazio. - E’ un campanello d’allarme lanciato dal lavoro di denuncia di Legambiente, elaborato su dati ARPA, che non bisogna sottovalutare, nonostante nello stesso tempo arrivino segnali positivi quali la diminuzione dei prodotti ‘fuorilegge’ e l’aumento considerevole del numero di controlli effettuati. E’ necessario quindi risolvere definitivamente questi problemi, procedendo con decisione sulla via dell’agricoltura biologica e di qualita’, ma anche continuando sulla strada dei controlli sempre piu’ efficienti e allargati, per colpire chi ancora fa uso di sostanze pericolose. Sono punti irrinunciabili per tutelare la salute e garantire sicurezza ai cittadini sui quali lavorare con la Regione Lazio anche nell’attuazione del piano di sviluppo rurale”. (AGI)
Red