PALME A RISCHIO “PUNTERUOLO ROSSO” A REGGIO CALABRIA
(AGI) - Reggio Calabria, 25 mag. - Preoccupano le notizie giunte dal “palmeto di Elche”, riconosciuto nel 2000 dall’Unesco come “patrimonio dell’umanita’”. La storica oasi verde, infatti, rischia di essere contagiata dal Rhyinchophorus ferrugineus, la malattia parassitaria comunemente chiamata “punteruolo rosso”, che ha raggiunto negli ultimi mesi le citta’ di Palermo, Brindisi, Salerno, Napoli, spingendosi fino a Latina e Roma e minacciando, il patrimonio storico, culturale, turistico e ambientale rappresentato dalle palme, di cui anche Reggio Calabria e’ ricca sul suo bellissimo lungomare. A questo riguardo, e’ intervenuto Giuseppe Alati, Consigliere del Comune di Reggio Calabria. Alati ha preso contatti con il Centro Studi e Ricerche per le Palme di Sanremo che ha effettuato gratuitamente nei giorni scorsi dei sopralluoghi tecnici. I rilievi hanno escluso, al momento, la presenza del parassita, ma il pericolo rimane e non puo’ essere sottovalutato. Il Consigliere Alati - candidato alle prossime amministrative nel gruppo dei Cdc - ritiene opportuno richiamare l’attenzione sulle carenze che attualmente ostacolano l’attivita’ di contenimento del nuovo fitofago delle palme: “Non esiste” dice Alati “una regolamentazione specifica di contrasto al fenomeno parassitario, non si dispone di sufficienti prodotti chimici autorizzati per la somministrazione alle palme in aree urbane, ma soprattutto non vi e’ un blocco all’importazione di palme provenienti dai paesi europei dove sono presenti i focolai di infestazione”. Sulla base di queste considerazioni, Giuseppe Alati propone: di istituire un gruppo di coordinamento scientifico per l’informazione e il monitoraggio continuo dei focolai d’infestazione in ogni regione italiana; di richiedere la collaborazione del Corpo forestale dello Stato; di avviare dei corsi di formazione ad hoc per i servizi comunali; di sostenere le procedure di attivazione di un Decreto di lotta obbligatoria al Rhyinchophorus ferrugineus, per contenere la diffusione del fitofago effettuando interventi anche all’interno delle proprieta’ private. (AGI)
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