FARMINDUSTRIA: LA RICETTA DI DOMPE’ “REGOLE CERTE PER MERCATO”
(AGI) - Roma, 22 giu. - “Il mercato ha bisogno di regole certe e stabili nel tempo, trasparenti e severe, per un settore che ha subito 18 provvedimenti di riduzioni dei prezzi negli ultimi cinque anni”. Lo ha detto Sergio Dompe’ alla vigilia dell’assemblea di Farmindustria che lo vede pronto per un nuovo mandato da presidente degli indiustriali del farmaco. In secondo luogo il mercato, secondo Dompe’, ha bisogno di “un ambiente favorevole all’innovazione, un sistema di incentivi per la ricerca, un sistema che quando la ricerca produce farmaci nuovi, li recepisca con velocita’ e senza reticenze, senza i tagli di prezzo che ci sono stati”. Il carico fiscale del 65% “e’ - dice Dompe’ - inaccettabile. Bisogna creare le condizioni per investire di piu’ nella ricerca ma allo stesso tempo creare un ambiente che non privilegi i furbi. In altri paesi le imprese farmaceutiche vengono facilitate nell’insediamento perche’ sono considerate come un valore aggiunto per il sistema Paese. I fondi per la ricerca e lo sviluppo sostanzialmente sono insufficienti ma questo - per Dompe’ - non e’ l’aspetto principale: uno dei modi di fare impresa e’ cercare di guardare con positivita’ e il problema dei fondi si puo’ ridurre se si prevedono iniziative favorevoli allo sviluppo del settore, non certo come e’ avvenuto quest’anno con una finanzaria ci ha penalizzato come non mai. Ma anche quelle precedenti non ci avevano derto aiutato. Il problema - continua il presidente di Farmindustria - e’ instaurare una cultura differente, un modo diverso da parte dello Stato di dialogare con il mondo delle regioni”. In Italia, secondo Dompe’, ci sono tutte le condizioni per “coltivare le eccellenze. Insieme alla Francia - spiega - siamo uno dei piu’ grandi volani al mondo del SSN che eroga una massa notevolissima di prestazioni ad un rapporto qualita’ prezzo tra i primi al mondo. La farmaceutica inoltre ha dei numeri molto importanti perche’ fa il 55% di export e vanta una bilancia dei pagamenti attiva per circa 1 mld e mezzo. E poi e’ un settore collegato ad altri, per esempio quello dei macchinari specializzati nella farmaceutica, che hanno export del 90%. Recentemente e’ cresciuto molto il numero di progetti di sviluppo di farmaci italiani e sono aumentate le sperimentazioni cliniche anche di farmaci di fascia 1 e 2. In Italia viviamo una realta’ composta da grandi aziende internazionali che investono e potrebbero investire ancora di piu’ nel nostro Paese. Abbiamo inoltre industrie italiane che si stanno sviluppando molto anche all’estero. Abbiamo - conclude - quella cintura vitalissima delle piccole-medie aziende che grazie al proprio impegno e al contributo delle biotecnologie rappresentano un completamento indispensabile per lo sviluppo di un settore innovativo. Alcune di queste ziende si sono recentemente quotate in borsa, altre si apprestano a farlo”.
Zec (Segue)