CLIMA: APAT E OMS STIMANO PIU’ MORTI PER CALDO E INONDAZIONI
(AGI) - Roma, 25 giu. - “Oggi sperimentiamo su scala minore quello che accadra’ in futuro - ha affermato Roberto Bertollini, direttore del programma speciale salute e ambiente Oms Europa - le 35mila morti dell’ondata di calore dell’estate 2003 in Europa ne sono il primo esempio allarmante. E se gli impatti che osserviamo oggi proseguiranno in futuro, avremo una probabilita’ venti volte maggiore di assistere ad una estate come quella di quattro anni fa”. Secondo Bertollini non c’e’ piu’ spazio per il dibattito e i dati e le conoscenze di cui si dispone devono essere utilizzati per implementare misure di mitigazione e adattamento: ma l’approccio “deve essere propositivo, non reattivo. E deve essere adesso”.
I cambiamenti tipici osservati e prevedibili si sono ormai tradotti in una maggiore vulnerabilita’ dei nostri territori (maggior rischio di siccita’, alluvioni ed esondazioni, frane, disponibilita’ di risorse idriche, fertilita’ dei suoli) e in un cambiamento della distribuzione di rischi chimici e biologici che richiederanno nuovi sistemi di sorveglianza e controllo - ha detto Giancarlo Viglione, commissario straordinario dell’Apat - i sistemi di prevenzione, pianificazione e gestione dovranno adeguarsi alle mutate condizioni ambientali e prevenire situazioni di danno e di rischio non piu’ episodiche ma strutturali”. Il sistema delle agenzie - ha concluso Viglione - collabora con il Ministero dell’Ambiente all’elaborazione di una strategia nazionale d’adattamento ai cambiamenti climatici, obiettivo principale della conferenza nazionale del 12 settembre prossimo. (AGI)
Ing/Msc