PRODOTTI TOSSICI: GREENPEACE, GIA’ DENUNCIATI A FINE ANNI ‘90
(AGI) - Roma, 21 ago. - A meta’ agosto, la piu’ grande azienda di giocattoli, la Mattel, ha ritirato dal mercato mondiale circa un milione di pezzi prodotti in Cina, dopo aver scoperto che era stata usata vernice con alti livelli di piombo. Ma l’allarme era stato lanciato da Greenpeace gia’ nel 2005 al termine di una campagna cominciata alla fine degli anni Novanta e ripresa in occasione del processo di revisione della normativa sulla chimica in Europa, nota con l’acronimo Reach, entrata in vigore dal 1 giugno 2007. Nel 2005 Greenpeace diffuse il rapporto: ‘I veleni della chimica. Bambini a rischio’ in cui grazie all’analisi di alcuni prodotti di consumo, denunciava di aver trovato sostanze potenzialmente pericolose in alcuni di essi. In particolare furono due i giocattoli risultati piu’ tossici: ‘Barbie Fashion Fever’ e ‘Spiderman Flip n’Zip’ che contenevano ftalato disononile, una sostanza che ha effetti su fegato e reni. La stessa sostanza e’ stata trovata anche in alcuni capi d’abbigliamento per bambini. Nel rapporto di Greenpeace si trova anche la denuncia della presenza di pericolosi composti chimici all’interno di prodotti per la detergenza infantile. “In alcuni prodotti per bambini abbiamo trovato gli ftalati, che sono banditi a livello europeo nei prodotti per la dentizione dei bambini al di sotto dei tre anni, perche’ possono causare danni al fegato, reni e ai testicoli ed alcuni sono classificati tossici per la riproduzione”, spiega Vittoria Polidori, responsabile campagna inquinamento di Greenpeace. Non solo: durante la stessa campagna sono stati trovati anche gli alchilfenoli, che comprendono sostanze che possono interferire con il Dna umano e danneggiare la produzione di sperma nei mammiferi. “Attualmente - continua Polidori - molti composti pericolosi sono utilizzati a livello commerciale nonostante l’esistenza di alternative piu’ sicure, senza che ci siano controlli. Alcune compagnie stanno gia’ avviando una politica aziendale che prevede la sostituzione, ovvero l’eliminazione di queste sostanze dai prodotti che commercializzano”. Tra queste la Chicco che ha deciso di eliminare la percentuale residua di utilizzo di Pvc entro i prossimi anni. “Nonostante sembri che la Mattel si sia presa la responsabilita’ di gestire in modo serio l’accaduto, l’azienda non puo’ prevenire tali disastri - denuncia Vittoria Polidori -. Fino a quando esisteranno i doppi standard in paesi in via di sviluppo come la Cina, uno per il mercato locale e l’altro per l’esportazione nei paesi occidentali (ricchi e regolati da normative) non sara’ mai assicurata la sicurezza dei prodotti importati. (AGI)
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