INDUSTRIA: CGIL, GOVERNO NON RISPONDE A EMERGENZE SARDEGNA

(AGI) - Cagliari, 24 set. - Per quanto riguarda le questioni di merito c’e’ di positivo per la chimica il fatto che, seppur con gran ritardo verranno attuati i contratti di programma dell’accordo 2003: ci sono il via libera e le risorse del Cipe per i progetti di Creo, Creos e Ineos. Nel settore farmaceutico, la Prochemia ha chiesto altri sessanta giorni per definire il progetto esecutivo ma sembra che l’iniziativa riscontri il giusto favore.
Grave e preoccupante l’atteggiamento della Commissione europea sul Cip 6 - prosegue la nota indispensabile per la soluzione strutturale del problema legato ai costi energetici. Pare che venga considerato come aiuto di Stato: “E’ chiaro - spiega Diana - che se dovesse passare questo, significherebbe seppellire le prospettive di rilancio del carbone e sarebbero compromessi anche tutti gli accordi (bilaterali) che servivano ad arrivare alla soluzione strutturale”. La linea perseguita dall’Unione Europea sulla politica energetica metterebbe in crisi tutto il comparto delle produzioni primarie come il metallifero e l’alluminio presenti, oltre che in Italia, anche in Francia e Spagna. Per quanto riguarda il costo dell’energia termica, per il quale era stato chiesto un provvedimento fiscale che equiparasse i costi al resto d’Italia in attesa del metanodotto, non c’e’ stata alcuna risposta rassicurante, nonostante il ministro Bersani si fosse impegnato personalmente. Preoccupante anche la situazione delle produzioni del cloro soda di Assemini che rientrano in un confronto piu’ generale avviato tra Governo, Eni e imprese chimiche nazionali e internazionali. “Non permetteremo che venga sacrificato il polo di Assemini sulla base di logiche di economia di grande scala perche’ - conclude il sindacalista - questo significherebbe cancellare la chimica in Sardegna”. (AGI)
Red/Sol