PREZZI: COLDIRETTI/SWG, ITALIANI SI RIFUGIANO NEL CIBO LOCALE
(AGI) - Cernobbio, 19 ott - Anche il consumo di prodotti biologici prosegue il costante trend ascendente: il 79% degli italiani mangia bio con una correlazione positiva con il grado di istruzione. Gli alimenti OGM free rientrano nel paniere alimentare di 2 italiani su 3 e - precisa la Coldiretti - sono in costante aumento soprattutto tra giovani e laureati più che dagli anziani e hanno una maggiore penetrazione nelle città di media grandezza piuttosto che nei piccolissimi centri. I consumatori dei maggiori Paesi europei mostrano una forte predilezione per il consumo di prodotti (96%) della zona in cui vivono, che avviene con regolarità da parte della maggioranza dei cittadini francesi, tedeschi e spagnoli mentre il consumo di alimenti di origine controllata e protetta (68 per cento in media) nei maggiori Paesi europei è meno diffuso che in Italia. I vicini europei sono, invece, maggiori estimatori dei prodotti biologici rispetto ai consumatori di casa nostra e l’85 per cento dichiara di consumarli, con la penetrazione più elevata che si registra in Germania, dove il 93 per cento mangia bio. Per i prodotti OGM free, il tasso di consumo registrato in Italia - continua la Coldiretti - risulta leggermente superiore a quello dichiarato dai vicini europei (60 per cento). L’Italia può vantare i primati raggiunti sul piano della qualità, sicurezza alimentare ed ambientale dall’agricoltura nazionale con la leadership nazionale di ben 163 denominazioni di origine italiane riconosciute nell’albo comunitario sul totale di 756 (21,5 per cento) e il fatto che una impresa biologica europea su tre è italiana (37,7%), la superficie nazionale coltivata a biologico rappresenta più di un quarto (27,7%) del totale coltivato a livello Ue, senza dimenticare il divieto sancito a livello nazionale di coltivare produzioni biotech. Ma anche - conclude la Coldiretti - il record assoluto del 98,5 per cento dei campioni di frutta e verdura con residui di fitofarmaci al di sotto dei limiti di legge che conferma gli ultimi risultati pubblicati dalla Commissione Europea dai quali emerge che la frutta e la verdura Made in Italy sono le più sicure in Europa con una presenza di residui chimici nettamente inferiore a quella di altri Paesi produttori dove le irregolarità rilevate per i prodotti alimentari sono superiori di tre volte in Germania, quattro volte in Francia e Spagna e di oltre 6 volte in Olanda.(AGI)
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