RIFIUTI: ASSOCIAZIONI RIBADISCONO IL NO A IMPIANTO A BUSSI

(AGI) - Pescara, 19 nov.- WWF, Legambiente, Abruzzo Social Forum e il Comitato Marelibero.org, sono tornati a ribadire la loro contrarieta’ alla proposta dalla societa’ ORIM di realizzare a Bussi un impianto per il trattamento dei rifiuti industriali e hanno lanciato un appello ai cittadini ed agli enti affinche’ si mobilitino contro “un progetto - hanno detto - velleitario e per promuovere il reale disinquinamento della Val Pescara con una perimetrazione del sito di bonifiche nazionali che comprenda tutte le aree interessate”. Secondo gli ambientalisti si tratta di un impianto “per il trattamento dei rifiuti industriali provenienti da petrolchimici, raffinerie e industrie chimiche di mezzo mondo, dagli Stati Uniti alla Polonia, a cui si aggiungerebbero quelli che dovrebbero provenire dai principali centri industriali italiani. Un vero e proprio cocktail - hanno aggiunto - di materiali pericolosi che a Bussi dovrebbero essere trattati, con procedimenti ancora sotto sperimentazione ma che, in ogni caso, necessiteranno sicuramente dell’utilizzo di centinaia di tonnellate di altre sostanze pericolose quali acidi e cloro puro, secondo gli schemi progettuali presentati dalla stessa ORIM. I metalli presenti nei catalizzatori esauriti che s’intendono trattare sono Nichel, Molibdeno, Cobalto, Vanadio e Rame. Inoltre si vogliono recuperare Cadmio e Manganese da rifiuti di varia provenienza, emulsioni fotografiche. Tutti questi metalli sono tossici e pericolosi. Alcuni, in particolare, estremamente velenosi (cadmio) e legati tutti a degenerazione del sistema nervoso centrale e di vari organi vitali. Il trattamento di questi catalizzatori - hanno spiegato - prevede come punto preliminare il trattamento termico ad alta temperatura. Questi materiali sono solitamente impregnati dalle sostanze organiche provenienti dalle reazioni chimiche che sono avvenute sulla superficie durante il loro uso nell’industria chimica, petrolchimica e farmaceutica. Le alte temperature e la presenza dei catalizzatori quasi inevitabilmente comportera’ la formazione di composti organici policiclici complessi e di diossine che difficilmente potranno essere bloccate”. Le associazioni hanno poi evidenziato che il progetto prevede anche la raccolta di rifiuti da lavanderie e carrozzerie, attivita’ per gli ambientalisti “estremamente pericolosa poiche’- hanno sostenuto - comporta la raccolta e lo smaltimento dei solventi organici clorurati (in particolare tricloroetilene e tetracloroetilene utilizzati dalle carrozzerie e dalle lavanderie). (AGI)
Cli/Ett (Segue)