SCIENZIATI USA, IN ARRIVO PRIMA FORMA DI VITA ARTIFICIALE

(AGI/AFP) - Washington, 24 gen. - Dal mostro di Frankenstein ai replicanti di ‘Blade Runner’, la prospettiva di assemblare la vita dalla materia inerte ha da sempre attratto gli scienziati, con un misto di timore e speranza.
L’affascinante ma sconvolgente prospettiva della vita creata artificialmente e’ oggi, dopo l’annuncio del team di Venter, piu’ vicina, ma e’ destinata a rinfocolare il dibattito sulle conseguenze mediche ed etiche di un simile traguardo. Il team di Venter ha sezionato il minuscolo microbo fino alle piu’ piccole componenti genetiche che creano la vita; e poi hanno replicato le sequenze del codice del Dna del batterio, usando componenti chimici e riassemblando queste sezioni per creare una versione sintetica e identica all’originale (chiamata scienficamente Mycopalsma Genitalium JCBI-1.0). Il risultato e’ un exploit di bio-ingegneria, che dimostra come esistano gli strumenti e la conoscenza per realizzare il primo micro-organismo realizzato dall’uomo. Venter, che sa vendersi molto bene, sostiene che il batterio artificiale contiene la chiave per risolvere innumerevoli problemi, dalla corsi energetica ai rischi del cambiamento climatico.
Ma gli specialisti temono che, al di fuori del laboratorio, il mondo sia totalmente impreparato all’albeggiare della ’synbio’, la biologia sintetica. Come ha detto Nigel Cameron, presidente dell’Institute on Biotechnology and Human Future, “se si fa un sondaggio tra la gente sulla biologia sintetica, si trova a stento uno su mille che ne abbia mai sentito parlare”. Ma quel che e’ piu’ grave e’ che anche i governi e le organizzazioni internazional incaricate di monitorare le nuove tecnologie scientifiche sembrano totalmente al buio. (AGI)
Bia