RIFIUTI: PROCURA NAPOLI, CAMORRA NON PUO’ ESSERE ALIBI

(AGI) - Napoli, 25 feb. - La “gestione diretta” della camorra nel traffico dei rifiuti, provata “per la prima volta giudiziariamente” nel corso dell’operazione ‘Ecoboss’”, “non puo’ costituire un alibi nei confronti di altri personaggi che hanno le loro responsabilita’”. A sottolinearlo e’ il procuratore di Napoli Giovandomenico Lepore. I rifiuti, fanghi e acque reflue di depuratori, in gran parte provenienti dalla Lombardia ma anche da Porto Marghera, sono stati interrati dalla camorra nel casertano “con la complicita’ di altri soggetti, anche figure istituzionali”, aggiungono i pm Raffaello Falcone e Maria Cristina Ribera. Falcone sottolinea come un ruolo importante nel traffico di rifiuti illegale sia giocato dai chimici che affiancano le aziende nel meccanismo delle certificazioni, che spesso sono autocertificazioni, del materiale da smaltire, con declassificazioni del materiale da trattare che consentono poi smaltimenti dannosi per l’ambiente e la salute umana in terreni agricoli, come nel caso dell’operazione. “La legge consente la declassificazione - aggiunge Ribera - ma con controlli delle autorita’ locali che pero’ spesso non vengono fatti fino in fondo, ma solo sul cartaceo”. “Ed e’ falso pensare al mito della camorra che protegge il proprio territorio. Proprio questa inchiesta mostra il contrario, con terreni discarica di sostanze anche tossiche nel cuore della zona controllata dal clan dei casalesi”, conclude Falcone. (AGI)

Red/Lil