IRLANDESI INVESTITE: ASAPS, PER PIRATI-KILLER MAI PIU’ PATENTE
(AGI) - Roma, 18 mar. - “A chi investe e uccide qualcuno in un certo modo per poi darsi alla fuga non dovrebbe mai piu’ essere consentito di mettersi alla guida di un’auto”. A poche ore dal tragico incidente costato la vita a due turiste irlandesi a Roma, e’ Giordano Biserni, presidente dell’Asaps (Associazione amici sostenitori polizia stradale) a invocare tolleranza zero per certi pirati della strada, “che oggi, in condizioni di sostanziale impunita’, rischiano seriamente di diventare dei veri e propri killer seriali”.
Per Biserni, il dibattito sull’emergenza strade non ha il posto che davvero meriterebbe nell’agenda politica del Paese, nonostante l’indignazione della gente: “nel dibattito sulla pedofilia - e’ la tesi provocatoria di Biserni - in molti non hanno esitato ad invocare la castrazione chimica dei colpevoli, laddove invece la revoca definitiva della patente per chi uccide al volante sembra essere un tabu’”.
Il presidente dell’Asaps non ha dubbi: “non e’ un problema di sanzioni, quelle che ci sono, specie dopo le ultime modifiche, sono abbastanza severe. Ma una cosa e’ fare le leggi, magari sull’onda emotiva di qualche episodio da prima pagina, un’altra cosa e’ applicarle. E’ vero, le pene devono tendere alla rieducazione del condannato, ma devono avere anche una funzione dissuasiva. Un esempio: dall’inizio dell’anno, il nostro Osservatorio ha rilevato 62 casi di pirateria, con 23 vittime e 53 feriti. Nel 70% dei casi - una percentuale non da poco - le forze dell’ordine hanno individuato i responsabili: vuol dire che c’e’ una parte del sistema che risponde in modo adeguato, ma tutto rischia di essere vanificato se poi chi sbaglia, e pesantemente, se la cava con poco”.
Dalle prime notizie, sembra che l’investitore in un primo tempo abbia rifiutato di sottoporsi all’alcoltest: “la legge glielo consente, ma anche questo e’ un pericolo che avevamo segnalato per tempo. Che senso ha depenalizzare il rifiuto e prevedere solo una multa, per quanto salata, la sospensione temporanea della patente, il blocco del veicolo?”. Altro, doloroso capitolo quello dei narcotest: “c’e’ una sottostima pericolosa di tutta una serie di sostanze tossiche. I precursori ad hoc ci sono, ma per mettere le forze di polizia in condizioni di rispondere in tempo reale bisogna fare investimenti importanti. Di cui per il momento non c’e’ traccia”. (AGI)
Bas