VINO ADULTERATO: ZAIA(VENETO), BASTA SCANDALI A OROLOGERIA
(AGI) - Venezia, 4 apr. - ‘La comunicazione e’ un fattore di trasparenza e correttezza e deve essere seria ed esatta; ma insospettisce questo continuo tempismo che vede un domino strano: parte la mozzarella di bufala campana con la diossina, poi ritroviamo la diossina nelle acque della laguna veneta, e ora, in maniera figurata, sotto forma di altri prodotti chimici nel vino. Piu’ che un problema ‘tecnico’, non vorrei che questo diventasse un botta e risposta da parte di qualcuno’. Lo ha affermato il vicepresidente della Giunta regionale del Veneto, Luca Zaia, commentando lo ’scandalo’ del vino del quale e’ stata data notizia ieri. ‘Per quanto ci riguarda - ha aggiunto il vicepresidente - vaglieremo tutta la comunicazione e ci riserveremo anche eventuali azioni di tutela del Veneto se questa fosse distorta, poco precisa o lasciasse fumus di inquinamenti del vino in zone dove non ce ne sono’. ‘L’Italia e’ lunga e stretta - ha detto ancora Zaia - ma quando la si comunica, soprattutto all’estero, e’ una sola. Diventa difficile spiegare che si tratta di fenomeni limitati. Per quanto concerne il Veneto so bene cosa abbiamo investito in qualita’ e certificazione, con successi di mercato riconosciuti. I vini veneti, con le 25 Doc, le 3 DOCG e le loro IGT coprono oltre il 28 per cento dell’export nazionale. La nostra produzione supera i 7 milioni di ettolitri ed e’ ottenuta grazie a circa 77 mila ettari di vigneto, coltivati da 72 mila produttori: non sono certo grossisti del vino e, sicurezza nella sicurezza, sono loro i primi consumatori del vino che fanno. Ma ancora una volta, all’italiana, vogliamo farci harakiri, e ci facciamo del male da soli. Abbiamo approfittato del Vinitaly per dire che 70 milioni di bottiglie sono velenose: difficile spiegare le reali dimensioni del problema, che in ogni caso e’ emerso proprio perche’ il sistema e’ ben controllato e ci sono verifiche continue’.(AGI)
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