CREO: CON FIRMA CONTRATTO POSSIBILE COMPLETARE INVESTIMENTI
(AGI) - Cagliari, 16 apr. - Sul Creo - dichiara il presidente Bornioli - e’ importante evidenziare che si tratta di imprese gia’ stabilmente insediate ad Ottana con investimenti che potenzieranno effettivamente le attivita’ ed incidono positivamente sull’occupazione. Le aziende sono state oggetto di un rigoroso iter istruttorio tecnico-finanziario, ma il vero problema e’ stato il tempo e le procedure burocratiche che hanno fatto passare 4 anni e rischiato di vanificare gli sforzi delle imprese. Il polo chimico ad Ottana e’ un importante volano di sviluppo sia per le produzioni ed occupazione diretta, sia per l’indotto di imprese di manutenzione e servizi che da esse dipendono. E’ un elemento importante che impone diverse considerazioni: e’ necessario che le istruttorie sulle iniziative siano rigorose; i progetti da sostenere con fondi pubblici devono garantire che i soggetti beneficiari siano effettivamente affidabili e possibilmente legati al territorio; bisogna limitare al massimo aiuti a “pioggia”. Tutto cio’ significa serieta’ e rigore nel sostegno allo sviluppo del territorio. Anche se il Creo da solo non risolve la gravissima crisi del territorio comunque e’ un segnale positivo e pone le premesse per sostenere il rilancio dell’industria chimica: quella competitiva, ad alta tecnologia e con importanti mercati internazionali. E’ uno scenario dove ai due contratti di programma (CREO ed Equipolimers) si dovra’ aggiungere l’Accordo di Programma presentato nel 2006 dall’Asi al Ministero dello Sviluppo, e soprattutto i progetti di sviluppo di un polo energetico basato sulle rinnovabili e che comprenda sia una filiera delle biomasse necessaria alla centrale ad olio vegetale in via di realizzazione da Ottana Energia, sia, soprattutto, un polo di sviluppo di tecnologie e produzione di energia fotovoltaica, come gia’ prospettato dalla Regione due anni fa.
Il Consorzio ritiene che i fondi residui dell’Accordo di Programma sulla Chimica, di cui chiede certezza sulla disponibilita’, debbano essere al piu’ presto impegnati. Cio’ richiede un impegno delle imprese per presentare progetti simili a quelli del CREO: affidabili concreti e capaci di sostenere economia ed occupazione. Tutto cio’ - conclude la nota - a patto che non si ripeta la trafila di 4 anni subita dal Creo. (AGI)
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