FARMACI: ESPERTI, ATTENTI A BIOSIMILARI; NON UGUALI A BIOTECH
(AGI) - Roma, 6 mag. - Il boom dei farmaci biotecnologici (oltre il 50 per cento delle proteine terapeutiche oggi utilizzate in terapia vengono modificate con l’ingegneria genetica), una vera e propria rivoluzione in medicina partita un quarto di secolo fa, dai tempi dell’insulina ricombinante, porta con se’ negli ultimi anni un nuovo fenomeno, quello dei farmaci “biosimilari”. Caduti i brevetti su alcune delle prime molecole biologiche, si apre la strada alla sintesi “senza copyright”. Seguendo lo stesso principio dei farmaci generici, cioe’ la riproduzione della molecola con un prodotto finale a prezzo piu’ contenuto, i biosimilari presentano tuttavia problematiche e rischi poco conosciuti. Su questi temi si e’ svolto oggi un seminario tenuto dal prof. Francesco Cognetti, direttore dell’oncologia medica A all’Istituto Regina Elena di Roma, e il prof. Francesco Locatelli, past president della Societa’ Italiana ed Europea di Nefrologia. Gli esperti sono concordi su un ammonimento: “I biosimilari sono per l’appunto simili, non uguali ai farmaci biotech. Mentre un farmaco ottenuto per sintesi chimica - spiega Cognetti - e’ facilmente riproducibile, una molecola biologica, ad esempio un anticorpo monoclonale contro il cancro o l’eritropoietina utilizzata in anemia, e’ molto piu’ complessa, pesa fino a 1.000 volte di piu’ ed e’ frutto di un processo di ingegneria genetica sul Dna e di produzione dove bastano piccoli spostamenti per avere effetti diversi”. (AGI)
Pgi (Segue)