SCIENZA: CENTENARIO SCOMPARSA PADRE DELLA RADIOATTIVITA’
(AGI) - Roma, 24 ago. - Cento anni fa, il 25 agosto 1908, moriva a Parigi il fisico francese Antoine Henri Becquerel, Premio Nobel nel 1903 per la scoperta della radioattivita’ spontanea insieme a Pierre e Marie Curie, e dal cui nome deriva quello dell’unita’ di misura internazionale per la radioattivita’, appunto il Becquerel (Bq). Nato nella capitale francese nel 1852, in una famiglia di quattro generazioni di scienziati, Becquerel studia scienza e ingegneria. Ottiene il diploma d’ingegnere nel 1877 ma la sua grande vocazione e’ la ricerca scientifica: lavora inizialmente sull’ottica, poi sulla polarizzazione, lo studio dello spettro infrarosso dei vapori metallici e l’assorbimento della luce nei cristalli: nel 1889 viene eletto membro dell’Accademie des Sciences, seguendo le orme di suo padre Alexandre e di suo nonno Antoine, entrambi fisici e professori al Museum nationale d’histoire naturelle di Parigi. L’1 marzo 1896, la scoperta - avvenuta accidentalmente - che gli vale il Nobel e per cui viene ricordato: l’amico Henri Poincare’, anch’egli fisico, uno dei precursori della teoria della realitivita’ generale di Albert Einstein, lo convince a verificare se la fosforescenza dei sali d’uranio sia lo stesso fenomeno dei raggi X. Cosi’ Becquerel avvicina il materiale a una lastra fotografica si accorge che questa rimane impressionata anche se non esposta alla luce del sole, concludendo che i sali d’uranio emettono raggi senza bisogno della luce. Annuncia i risultati della propria ricerca il 2 marzo 1889. Negli stessi anni, anche Pierre e Marie Curie lavorano sulla stessa tematica, confermando che l’irraggiamento era proprieta’ di diversi elementi chimici, battezzando questo fenomeno con il nome appunto di radioattivita’.(AGI)
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