OBESITA’: SIPNEI, IPOTESI LEGAME CON SOSTANZE CHIMICHE
(AGI) - Roma, 25 ott. - Gli interferenti endocrini (IE) sono composti chimici presenti nell’ambiente in grado di modificare il sistema ormonale umano causando effetti dannosi a livello del singolo individuo, della sua progenie e/o di gruppi d’individui. Il tessuto adiposo rappresenta sia il bersaglio che il sito d’accumulo di inquinanti ambientali, specialmente di quelli piu’ resistenti alla degradazione chimica o biologica, i cosiddetti POPs (Persistent Organic Pollutants). Tali sostanze sono in grado di interagire con diversi recettori presenti nel nucleo della cellula e in tal modo di modificare la proliferazione, la differenziazione, il metabolismo e le funzioni delle cellule del tessuto adiposo, influenzando lo sviluppo di obesita’ e di malattie associate come diabete e coronaropatia. Recentemente sono stati pubblicati studi epidemiologici nell’uomo riguardanti le strette correlazioni esistenti tra livelli circolanti di pesticidi organoclorurati e prevalenza di sindrome metabolica e insulino-resistenza (che sono condizioni conducono al diabete); e’ stata dimostrata inoltre un’associazione positiva tra indice di massa corporea e massa adiposa da un lato e livelli plasmatici di pesticidi organoclorurati dall’altro. L’esposizione a sostanze chimiche e a metalli pesanti presenti nell’ambiente sia durante la vita fetale che successivamente, sembra quindi essere in grado da un lato di ‘riprogrammare’ il metabolismo delle cellule grasse nel senso dello sviluppo dell’obesita’ e dall’altro di interferire con i meccanismi di regolazione dell’introito calorico e del dispendio energetico, giocando un ruolo preminente nello sviluppo dell’epidemia dell’obesita’ e delle malattie correlate.
Pat (Segue)