CHIMICA: CGIL SARDA, GARANZIE SU RIAPERTURA PORTO TORRES
(AGI) - Cagliari, 17 dic. - La Cgil sarda contesta la prospettiva di un riavvio della sola linea del cracking nel petrolchimico di Porto Torres, dopo due mesi di stop, emersa stamane durante il tavolo nazionale sulla chimica oggi a Roma. Il sindacato teme l’incertezza sul futuro delle altre due linee, fenolo e cumene, che potrebbero ripartire nel 2010, e chiede garanzie. “Apprezziamo la posizione del governo espressa oggi”, osserva il segretario generale Giampaolo Diana, “ma ci aspettiamo che lo stesso governo sia conseguente alle dichiarazioni sulla necessita’ di riaprire il petrolchimico sardo”, il cui stop di due mesi, fino a gennaio compreso, e’ giustificato dall’azienda da ragioni congiunturali. “Siamo pronti a discutere della chimica sarda in un quadro nazionale”, aggiunge Diana, “perche’ siamo convinti che debba rientrare in un processo di rivalutazione complessiva, ma la precondzione e’ il riavvio immediato degli stabilimenti”. “E’ apprezzabile anche”, concluse il segretario della Cgil, “la disponibilita’ data dal ministro di coinvolgere tutte le parti sociali per ragionare sulla cessione degli impianti che oggi sono di proprieta’ di Ineos, e cioe’ Assemini e un pezzo di Porto Torres”. La Cgil esprime apprezzamento per “la posizione del presidente della Regione, Renato Soru, che si e’ reso disponibile ad accompagnare questo processo, anche mettendo a disposizione risorse regionali, ad esempio con un intervento diretto della Sfirs, che potra’ quindi esprimere parere decisionale sulle scelte industriali del gruppo che si aggiudichera’ la filiera del cloro-soda”.(AGI)
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