SALUTE:IST GENOVA CONFERMA,MARMITTE CATALITICHE INQUINANO MENO

(AGI) - Genova, 19 dic. - Le marmitte catalitiche possono effettivamente ridurre drasticamente l’inquinamento delle aree urbane: e’ il risultato di un recente studio dell’Istituto Nazionale Ricerche sul Cancro di Genova (Ist). Lo studio, di prossima pubblicazione sulla rivista internazionale ‘Atmospheric Environment’, ha valutato che, in ambito urbano, la completa sostituzione di veicoli EURO-0, sia a benzina che diesel, con veicoli progettati per avere un piu’ basso impatto ambientale (EURO-1 e EURO-2), potrebbe ridurre dell’89 per cento le concentrazioni nell’aria di benzopirene (un potente cancerogeno) e del 69 per cento le concentrazioni di ossido di carbonio, un inquinante tossico di prevalente fonte veicolare. In altre parole, “per la prima volta”, ha spiegato Federico Valerio, responsabile del gruppo di ricercatori del Servizio di Chimica Ambientale autore dello studio, “si e’ potuto stimare, in condizioni reali e in ambito urbano, l’efficacia delle marmitte catalitiche nei confronti del benzopirene, un inquinante di accertata pericolosita’ per la salute umana ma che, al momento, non e’ all’attenzione delle case automobilistiche, poiche’ non e’ soggetto a specifiche norme per quanto riguarda la sua presenza nelle emissioni veicolari”.

In Italia, la sistematica sostituzione di vetture EURO 0 e’ iniziata nel 1994 e ha avuto un buon successo, anche grazie agli incentivi statali per la rottamazione. Nel 1994, all’avvio dello studio dell’Ist, la concentrazione di benzopirene lungo le principali arterie genovesi, era particolarmente elevata (2,7 nanogrammi per metro cubo di aria) e nettamente superiore agli obiettivi di qualita’ dell’aria per questo composto (1 nanogrammo per metro cubo). Negli anni successivi, i ricercatori registravano una progressiva e costante diminuzione di questo inquinante e nel 2003, ultimo anno di monitoraggio per la ricerca, la concentrazione di benzopirene, in tutta Genova, era di circa 0,3 nanogrammi per metro cubo. Che il merito di questo risultato fosse dovuto alla ‘rottamazione’ era tutt’altro che scontato e questa conclusione e’ stata resa possibile dalla grande mole di dati a disposizione, acquisiti in circa dieci anni dall’Istituto Tumori, in collaborazione con la Provincia di Genova e l’Agenzia ligure per l’Ambiente. (AGI)

Cli/Ge