CHIMICA: VI COMMISSIONE PER TAVOLO E INCONTRO A ROMA
(AGI) - Cagliari, 28 mag. - Il documento rileva come “anche a seguito dei processi di ristrutturazione industriale degli ultimi decenni il comparto della chimica in Sardegna costituisce un sistema fortemente integrato, del quale fanno parte le linee produttive di Assemini, Sarroch, Porto Torres e Ottana”. Non solo, ma “la crisi del comparto chimico sardo, il quale rappresenta uno dei principali utilizzatori di energia dell’Isola, avrebbe immediate ripercussioni anche sugli investimenti nel settore energetico, che potrebbero compromettere quello previsto a Fiumesanto per la realizzazione di un nuovo gruppo da 410 Mw da parte della Societa’ E. On.” Detto questo la Commissione ricorda “che il 14 luglio 2003 e’ stato stipulato presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri un accordo di programma nazionale tra Governo, Regione, imprese del comparto per la qualificazione dei poli chimici della Sardegna” che prevede “il ricorso al co-finanziamento di Stato e Regione per un totale di 300 milioni di euro, di cui 200 a carico dello Stato e 100 a carico della Regione, per investimenti localizzati nei siti industriali chimici di Assemini, Ottana, Porto Torres”.
“A seguito del citato accordo - prosegue il documento - sono state presentate e approvate dal Cipe numerose proposte di accordi di programma per interventi da realizzarsi in tutti e tre i siti del comparto chimico regionale”, ma “la realizzazione di quasi tutte tali iniziative e’ risultata inibita principalmente per il perdurare di una serie di comportamenti dell’Eni e delle sue partecipate (prima Syndial poi Polimeri Europa), non coerenti con gli impegni assunti”; comportamenti anzi “volti piuttosto a confermare di fatto una strategia di disimpegno del principale gruppo industriale italiano a partecipazione pubblica dal comparto chimico e di conseguente graduale, ma sistematica chiusura delle produzioni della Sardegna, per di piu’ senza alcun impegno in attivita’ sostitutive o di riconversione connesse al doveroso risanamento ambientale dei siti”.
La risoluzione, dopo aver ricordato che il Tavolo nazionale sulla chimica, presieduto dal Ministro per lo sviluppo economico Scajola ha assunto importanti impegni, sottolinea come “sia in ogni caso inaccettabile un sistematico smantellamento delle produzioni e degli impianti ed ancor piu’ inaccettabile il costo sociale della costante messa in discussione della struttura produttiva e occupazionale del comparto chimico sardo”. (AGI)
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