ISRAELE: RAPPORTO GOVERNO, ATTACCO A GAZA FU “NECESSARIO”

(AGI) - Gerusalemme, 31 lug. - L’offensiva militare di Israele a Gaza a gennaio scorso e’ stata “necessaria e proporzionata”. E’ quando afferma un rapporto governativo israeliano in riferimento alla sua molto criticata risposta militare agli attacchi dell’organizzazione palestinese Hamas, accusata insieme allo stato ebraico di crimini di guerra per l’ultima parte del conflitto israelo-palestinese (28 dicembre 2008-18 gennaio 2009). “Israele aveva sia il diritto che l’obbligo di intraprendere un’azione militare contro Hamas a Gaza per fermare l’incessante lancio di razzi e gli attacchi di mortaio”, si legge nel rapporto.

Israele e’ accusata di aver portato avanti - attraverso la cosiddetta operazione “Piombo Fuso” - una campagna militare che ha ucciso cittadini disarmati, ha usato civili come scudo e ha distrutto indiscriminatamente proprieta’ civili, riferisce la Bbc. Fonti palestinesi parlano di circa 1400 vittime mortali contro soli 13 israeliani morti. Sempre secondo il rapporto israeliano finora sarebbero state aperte 100 inchieste sulla condotta dei soldati nel conflitto, e 14 indagini penali.

I dati delle due parti messi a confronto sulle vittime mortali palestinesi segnalano differenze sostanziali sul numero di morti. Per il Centro palestinese per i diritti umani le proprie vittime sarebbero 1434, contro le 1166 riconosciute dalla Difesa israeliana. Di questi la fonte palestinese ritiene che 235 fossero militari mentre 906 i civili, mentre secondo il governo israeliano il numero delle vittime militari oscilla tra i 710 e gli 870, mentre i civili sarebbero tra i 295 e i 460. Da ultimo, le donne, che risultano 121 per i palestinesi e 49 per gli israeliani, e i bambini al di sotto dei 16 anni, sarebbero 288 per la Palestina, 89 per il nemico israeliano.

Per le Nazioni Unite sarebbero 50.000 le case andate distrutte o danneggiate nella campagna israeliana, oltre a 800 proprieta’ industriali, 200 scuole, 39 moschee e 2 chiese. L’ex giudice sudafricano Richard Goldstone e’ stato demandato dal consiglio dell’Onu per i diritti umani per indagare su eventuali crimini commessi durante il conflitto. Israele si e’ invece rifiutata di collaborare, accusando il consiglio Onu di essere contro di loro. Israele si difende dalle accuse sostenendo che le truppe sono state dispiegate per proteggere i cittadini, e che si e’ trattato di una risposta agli attacchi di Hamas che ha messo in pericolo la vita dei civili attaccando aree abitate dai civili, mentre case e edifici sono stati distrutti solo quando necessario per motivi militari. Nel rapporto si nega anche ogni accuse sull’uso del fosforo bianco, considerato un’arma chimica. E si aggiunge che sono stati distribuiti 2,5 milioni di volantini e che 165.00 telefonate sono state fatte per mettere in allarme la cittadinanza civile, oltre a permettere l’arrivo di aiuti militari. I palestinesi sostengono invece che lasciare le case non era considerato sicuro, ne’ era possibile accedere agli aiuti militari. (AGI)

Red