ENERGIA: FEMCA CISL,BENE “VIA” CENTRALE TERMOELETTRICA TARANTO
(AGI) - Roma, 16 set. - Il sindacato commenta positivamente il decreto “VIA” (valutazione impatto ambientale) per la centrale termoelettrica di Taranto, nell’ambito della raffineria Eni. E’ quanto afferma il segretario nazionale della Femca Cisl, Sergio Gigli, che ha partecipato ai lavori del consiglio generale dei chimici Cisl di Puglia per discutere la situazione dei rinnovi contrattuali in scadenza a fine anno. Gigli ha commentato positivamente il decreto di valutazione di impatto ambientale - da parte del ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo - riguardante la centrale termoelettrica nell’ambito della raffineria Eni di Taranto. L’intervento, trattandosi di un impianto di cogenerazione a ciclo combinato - ha spiegato il sindacalista - permettera’ all’impianto stesso di essere maggiormente competitivo e , al contempo, migliorera’ complessivamente l’impatto ambientale.
Complessivamente sono 9 i decreti VIA firmati nei giorni scorsi dal Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo: nove decreti di Valutazione d’impatto ambientale su opere strategiche per lo sviluppo economico e ambientale del nostro paese. I pareri positivi riguardano la realizzazione del primo impianto eolico off-shore d’Italia, di fronte alla costa di Termoli (progetto proposto dalla Societa’ Effeventi), i permessi per la ricerca di idrocarburi nel mare italiano finalizzati a valorizzare le risorse energetiche nazionali (progetto Northem Petrolium), la centrale termoelettrica di Brindisi Nord (Edipower), quella di Falconara (Api Nova Energia), la raffineria di Cremona (Raffinazione Tamoil) e la centrale termoelettrica di Taranto nella raffineria Eni (progetto Enipower).
L’entita’ complessiva degli investimenti sara’ pari a circa due miliardi e trecento milioni di euro. Il personale impiegato nelle opere di cantierizzazione potra’ raggiungere le 3.000 unita’, mentre l’incremento di organico per il funzionamento a regime sara’ di oltre 300 unita’. I tempi dei lavori varieranno a seconda del tipo di intervento (fino a un massimo di 34 mesi). (AGI)
Red