LAVORO: IL CONTRIBUTO DELL’IGIENE INDUSTRIALE

(AGI) - Roma, 16 set. - La seconda edizione di “Incontri Mediterranei di Igiene Industriale”, sulla valutazione e la gestione dei principali fattori di rischio nell’industria e nell’ambiente, si terra’ domani e venerdi’ a Lamezia Terme (Sala Convegni - Centro servizi Avanzati Zona Industriale Area Ex SIR). Il Convegno, frutto della pluriennale collaborazione tra Ispesl (Istituto Superiore per la Sicurezza e la Prevenzione del Lavoro) e Aidii (associazione italiana degli igienisti industriali) (Istituto Superiore per la Sicurezza e la Prevenzione del Lavoro),, vuole essere un momento di incontro e di confronto tra le varie esperienze in atto nel territorio nazionale, con lo scopo di riunire le competenze tecnico-scientifiche di esperti che operano nel campo delle Istituzioni Pubbliche e Private italiane e sviluppare una comune piattaforma di studi finalizzati alla tutela della salute e della sicurezza della popolazione. Prezioso il contributo scientifico del Centro di Ricerche ISPESL di Lamezia Terme. “La valutazione del rischio chimico in ambienti aperti o confinati presenta - come rileva Francesco Gionfriddo, Referente Tecnico-Scientifico del Centro ISPESL di Lamezia - una serie di complesse problematiche la cui soluzione non e’ sempre di facile attuazione”. “Se da un lato e’ vero che per la maggior parte delle sostanze tossiche per gli organismi viventi esistono dei valori di concentrazione fissati dal legislatore (valori limite), e’ altrettanto vero che questi parametri devono necessariamente riguardare situazioni di carattere generale e non possono tenere conto di realta’ che, a causa dell’impatto di attivita’ antropiche civili o industriali, presentano gia’ a livello di background ambientale, concentrazioni di sostanze tossiche vicine o, in qualche caso superiore, ai valori limite fissati dalla legge. In casi come questo i valori di riferimento, valori “raccomandati” da organismi di riconosciuta competenza a livello internazionale, sono di valido ausilio nella valutazione obiettiva del rischio chimico in ambienti di vita e di lavoro. Quando, per la notevole complessita’ delle problematiche relative alle sostanze tossiche, la legge non indica quali siano i valori limite relativi a particolari sostanze chimiche, i valori di riferimento diventano strumenti indispensabili per la valutazione del rischio chimico anche se, in assenza di sicuri riferimenti, entra sicuramente in gioco anche la soggettiva interpretazione di colui che ne effettua la valutazione”. (AGI)

Com/Luc/Esp