CONGIUNTURA: ‘GEI’, PROSPETTIVA RESTA SFAVOREVOLE - INCERTEZZE
(AGI) - Bologna, 30 ott. - Per gli economisti d’impresa aderenti al GEI, desta poi preoccupazione l’evoluzione della domanda nel settore auto con l’avvicinarsi della scadenza dei programmi di incentivo varati dai governi europei all’esplodere della crisi. L’occasione fornita dalla crisi per un ridimensionamento della capacità produttiva europea, ampiamente eccedente le potenzialità della domanda, è stata del tutto mancata, dal momento che i singoli governi hanno lavorato esclusivamente a difendere l’industria del proprio paese.
Nella chimica, le imprese italiane - a fronte di una marcata vivacità della domanda da parte dei paesi di recente industrializzazione - soffrono l’emergere di flessioni dei mercati dei paesi maturi, dopo un significativo recupero della prima metà dell’anno.
Nel complesso dell’industria, si registra un livello di scorte ancora contenuto ed un livello della capacità utilizzata ai minimi storici. Quest’ultimo fattore, assieme alle incertezze sulle prospettive continua a influenzare negativamente la spesa per investimenti in nuovi impianti e macchinari.
Un elemento di preoccupazione è che il perdurare della debolezza dell’economia possa alla fine portare molte imprese finora capaci di resistere alla crisi a chiudere i battenti, e che, nondimeno, si possa riflettere in una caduta sostanziale del numero degli occupati, finora evitata grazie a ammortizzatori formali e informali (quali l’utilizzazione appieno dei giorni ferie). Il numero di ore lavorate negli ultimi due-tre mesi è in ulteriore riduzione.
Il processo di ricostituzione dei magazzini che si è registrato con i mesi primaverili pare essersi già interrotto a partire da maggio, data l’incertezza sull’evoluzione della domanda e secondo diversi operatori la fase di incertezza durerà ancora per qualche mese. Sul fronte dell’esportazioni permane debole la domanda dei paesi dell’Europa orientale, Russia in testa, mentre i mercati dell’Estremo Oriente, a partire da quello cinese, hanno fatto segnare incrementi della domanda soprattutto nei beni intermedi e in quelli di investimento. (AGI)
Mir/Red