OGM: CAPOGNA (VAS), LAVORANO A POMODORO MANIPOLATO
(AGI) - Roma, 5 feb. - “L’annuncio e’ di qualche giorno fa, ma merita una certa attenzione visto il dibattito riaperto dalla decisione del Consiglio di Stato sulla coltivazione di Ogm in Italia: il pomodoro transgenico che non marcisce e’ stato “riscoperto” da Asis Datta del National Institute of Plant Genome Research di Nuova Delhi! Dopo 15 anni dal lancio (e dal fallimento commerciale) il pomodoro che resiste sugli scaffali 45 giorni (anche senza frigo) ritorna sulla scena, presentato come una novita’ assoluta e di importanza strategica per il settore agroalimentare”.
Lo ha dichiarato Simona Capogna, dell’Esecutivo Nazionale Verdi Ambiente e Societa’ (VAS).
“Nel 1994 apparve il pomodoro Flavr Savr in USA, frettolosamente testato e dichiarato sicuro dalle autorita’ statunitensi in base al principio, inventato per l’occasione, della sostanziale equivalenza. La promessa - secondo la Capogna - era di una durata prolungata sugli scaffali. E in effetti ne aveva bisogno, visto che il sapore lasciava a desiderare e nessuno lo comprava (vedi il libro “Il primo frutto” di Martineau Belinda, una ricercatrice che ha collaborato alla crezione del Flavr Savr). La differenza con la “nuova” varieta’ presentata sulla rivista dell’Accademia Americana delle Scienze e’ che nel primo caso fu inserito un Rna messaggero antisenso per bloccare l’etilene, mentre nel secondo vengono “spenti” due enzimi responsabili della maturazione (alpha-Man e Beta-Hex). In entrambi i casi la promessa e’ di migliorare le condizioni per il commercio internazionale, visto che questi pomodori biotech possono tranquillamente essere raccolti e trasportati in giro per il mondo senza scalfirsi”.
“Chi ci guadagnera’, quindi? Potenzialmente solo i grandi produttori che producono per l’esportazione e le aziende biotech che vendono semi e prodotti chimici annessi (ma l’esperienza in USA ci fa sperare diversamente?). L’Italia, poi, sicuramente non ha bisogno di un tale “progresso”: l’agricoltura industriale e globale porta gia’ alla distruzione di tonnellate di pomodori ogni anno, mentre le industrie alimentari si riforniscono di prodotti di bassa qualita’, propinati - conclude la Capogna - agli ignari consumatori come passate nostrane. Ci domandiamo se sia possibile immaginare tra qualche tempo (il pomodoro hi-tech e’ ancora in una fase sperimentale) un imprenditore italiano che vorra’ investire su un prodotto gia’ bocciato dal mercato 15 anni fa?”.(AGI) Bru