LAVORO: CROTONE, PROTESTA AD OLTRANZA DEI DIPENDENTI EX SASOL
(AGI) - Crotone, 6 mar. - Continua ad oltranza la protesta dei dipendenti della ex Sasol di Crotone. Ieri, dopo 5 ore di riunione tenutasi in prefettura tra le istituzioni locali, il prefetto di Crotone, i sindacati e l’imprenditore-prenditore, Roberto Spaggiari, i lavoratori della fabbrica di inerti chimici crotonese, hanno manifestato tutta la loro rabbia ed il loro rammarico. “Appare chiaro - si legge in una nota stampa - che non vi e’ alcun futuro per gli oltre 100 dipendenti, appare palese che non vi sia alcun piano di rilancio industriale. Si profila per il futuro, una condizione di incertezza e di disperazione. Crotone e’ sull’orlo del precipizio e il tutto accade in silenzio e con facili rassicurazioni che poco o nulla hanno di concreto. Noi chiediamo solo di essere garantiti,di avere il diritto di lavorare nella nostra citta’. Chiunque si sia reso responsabile di una vendita tanto dichiaratamente fallace, oggi deve rispondere. L’interesse e’ collettivo, nessuno si senta escluso dalla nostra vertenza. E’ soltanto il primo manifestarsi di una tragedia annunciata, a Crotone sono quasi 2000 i posti di lavoro a rischio. Le vertenze sono in aumento e coinvolgeranno l’intera popolazione cittadina e del suo territorio provinciale. Chiediamo la solidarieta’ di tutti, perche’ e’ una lotta a garanzia di un diritto su cui pone le basi lo stesso Paese. Saremo in tanti, da qui a breve, ad essere costretti ad una nuova ondata di emigrazione. Camminiamo al passo del gambero, con una delegazione parlamentare nazionale e regionale fragile ed inconcludente. In un periodo come questo, poi, ci inorridiscono le facili promesse da campagna elettorale. Le parole, tante ed inutili, di chi non ha mai saputo portare all’attenzione dei governi, una citta’ che ha subito il tracollo storico del periodo post-industriale e che non ha saputo determinarsi in una nuova campagna di sviluppo territoriale. Il contratto d’area, destinato al rilancio del territorio, e’ servito agli sciacalli che hanno depredato tutte le nostre risorse. Siamo stanchi, siamo disgustati dalla pochezza e dalla incapacita’ di essere rappresentati. Chiediamo alla gente come noi, ai cittadini, agli uomini, alle donne, ai giovani delle scuole - conclude la nota stampa dei lavoratori - di unirsi alla nostra protesta. Scendiamo in piazza e facciamo sentire che questa citta’ non e’ morta. Che non vuole morire. Una catena umana che imponga a chi ha il ruolo per farlo, di rintracciare immediate soluzioni. Se non oggi, quando?”. (AGI) Ros