PAPA: TRA SCIENZA E FEDE C’E’ AMICIZIA, TEOLOGI SIANO APERTI
(AGI) - CdV, 24 mar. - Per Benedetto XVI la cultura di Alberto Magno ha “qualcosa di prodigioso” e “ha ancora molto da insegnare a noi”. Soprattutto, “mostra che tra fede e scienza non vi e’ opposizione, nonostante alcuni episodi di incomprensione che si sono registrati nella storia” e che “un uomo di fede e di preghiera” puo’ “coltivare serenamente lo studio delle scienze naturali e progredire nella conoscenza del micro e del macrocosmo, scoprendo le leggi proprie della materia, poiche’ tutto questo concorre ad alimentare la sete e l’amore di Dio”. Tutto questo testimonio’ nel 13esimo secolo il grande teologo e filosofo, con “i suoi interessi enciclopedici che lo portarono a occuparsi non solamente di filosofia e di teologia, come altri contemporanei, ma anche di ogni altra disciplina allora conosciuta, dalla fisica alla chimica, dall’astronomia alla mineralogia, dalla botanica alla zoologia”.
“I fenomeni della natura - sottolinea in porposito Benedetto XVI - dotati di grandezza e bellezza, sono come le opere di un artista, attraverso le quali, per analogia, noi possiamo conoscere l’Autore del creato”. Per il Papa, dunque, “il mondo naturale puo’ essere paragonato a un libro scritto da Dio, che noi leggiamo in base ai diversi approcci delle scienze”. “Quanti scienziati, infatti, sulla scia di sant’Alberto Magno, hanno portato avanti le loro ricerche ispirati da stupore e gratitudine di fronte al mondo che, ai loro occhi di studiosi e di credenti, appariva come l’opera buona di un Creatore sapiente e amorevole. Lo studio scientifico si trasforma allora - conclude Papa Ratzinger - in un inno di lode”, mentre filosofia e teologia, che “hanno un metodo diverso”, “in dialogo tra di loro, cooperano armoniosamente alla scoperta dell’autentica vocazione dell’uomo, assetato di verita’ e di beatitudine”. (AGI) Siz