M.O:TUTTI TURCHI I MORTI,UNO CON PASSAPORTO USA;GLI HANNO SPARATO

(AGI/AFP/EFE) - Ankara, 3 giu. - Otto turchi e un americano di origine turca: questa la nazionalita’ delle vittime nell’assalto israeliano alla flotta umanitaria che si dirigeva verso Gaza; e sono stati tutti uccisi da colpi d’arma da fuoco. Tre aerei ambulanza hanno trasferito nella notte in Turchia le salme e i feriti nell’abbordaggio israeliano all’imbarcazione Mavi Marmara. Inizialmente si era pensato che solo quattro delle nove vittime fossero turche. Intanto gli attivisti turchi rientrati in nottata sono stati sottoposti a controlli medici per accertamenti sullo stato di salute in un centro ospedaliero di Istanbul (tra quelli che hanno voluto sottoporsi ad analisi del sangue anche l’italiano Giuseppe Fallisi): temono infatti che possano esser stati intossicati con agenti chimici. Il vicepremier turco Bulent Arinc ha detto che il processo legale contro Israele verra’ avviato in funzione dei risultati dei test medici sugli attivisti. Anche il procuratore generale di Ankara ha cominciato a interrogare alcuni dei feriti nell’ospedale Ataturk della capitale turca e prevede di avviare un’azione legale contro gli israeliani responsabili di morti e feriti. Intanto l’ong turca Fondazione di Aiuto Umanitario (Ihh), una degli organizzatori della flotta umanitaria, ha denunciato che tre attivisti che facevano parte del convoglio sono spariti e potrebbero essere morti. Secondo il presidente, Bulent Yildirim, che era a bordo della Mavi Marmara’, i medici sulla nave hanno consegnato a Israele 38 feriti, ma ne sono rientrati in patria solo 21. “Hanno aperto il fuoco e ucciso uno dei nostri amici che si era arreso. Ci hanno attaccato con pallottole di gomma e munizioni vere e proprie”. Yildirim ha confermato che alcuni attivisti disarmarono 10 militari in un atto di auto-difesa: “Si’, abbiamo preso loro le pistole. Sarebbe stata autodifesa anche se avessimo sparato con le loro pistole”, ha denunciato Yildirim, che pero’ ha negato che qualcuno abbia aperto il fuoco. “Abbiamo opposto resistenza civile. Dicono che abbiamo aperto il fuoco e sparato. Si’, abbiamo preso le loro armi ma le abbiamo lanciate in mare”. Yildirim ha raccontato ancora che un medico indonesiano fu colpito allo stomaco mentre cercava di soccorrere un soldato ferito; e ha raccontato di un fotografo raggiunto da un colpo alla testa da distanza ravvicinata: “Al nostro amico Cevdet, che era giornalista e scattava solo foto, hanno sparato alla testa da un metro di distanza”. (AGI) Bia