TUMORI: PARTE ‘AVIS DONA SALUTE’ PER QUELLI A PROSTATA E OVAIO
(AGI) - Roma, 24 giu. - E’ la prima ricerca scientifica sui biomarcatori tumorali condotta su soggetti sani e aprira’ nuove frontiere nella lotta al cancro alla prostata e all’ovaio permettendo di leggere con maggiore anticipo e precisione i segnali della malattia. Tutto questo grazie ad un parametro nuovo, quello di ‘accelerazione’, sulla base del quale si potranno elaborare nuovi test diagnositici validi a livello mondiale. Ha preso il via il progetto di ricerca e prevenzione ‘Avis dona salute’, che oltre a una maggiore conoscenza dei marker tumorali portera’ anche alla nascita di una biobanca, con sede a Venezia, unica nel suo genere e con circa 1.200.000 campioni a disposizione della ricerca. Il programma, tutto italiano, offrira’ anche a chi donera’ il sangue per la ricerca (circa 15.000 donatori) la possibilita’ di avere, gratuitamente, consulti e visite urologiche e ginecologiche. Si stima che nel corso dei 4 anni di monitoraggio saranno effettuate circa 20.500 visite urologiche, 10.200 visite ginecologiche e 15.400 visite di ceck up. ‘Avis dona salute’ e’ stato presentato oggi alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dalla Fondazione Abo (Applicazione delle Biotecnologie in Oncologia), da Avis, Lilt e dalle tre societa’ scientifiche che, in rappresentanza del mondo urologico e ginecologico, sono parte integrante del progetto: SIUrO (Societa’ Italiana di Urologia Oncologica), Sigo (Societa’ Italiana di Ginecologia e Ostetricia) e Ageo (Associazione Ginecologi Extra Ospedalieri). Al progetto collaborano anche la ULSS 12 Veneziana e il Cribt (Centro Indicatori Biochimici di Tumore). Il progetto ha il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del ministero della Salute e della Regione Veneto. Avis Dona Salute durera’ 5 anni, quattro per la raccolta e analisi dei campioni e uno per l’elaborazione dei dati, ha un costo di circa 25 milioni di euro, di cui la maggior parte sara’ raccolta tra soggetti privati, coinvolgera’ circa 15.000 donatori tra i 40 e i 60 anni, di cui 10.000 uomini e 5.000 donne. Si prevede che la distribuzione dei donatori a livello regionale sara’ la seguente: il 26,2% dalle regioni del nord ovest, il 24,4% dalle regioni del Centro, il 18,7% dal nord est e l’11.5% dalle isole. Al progetto ha aderito anche la guardia di finanza. (AGI) Com/Gav