BIOETICA: IL CNB COMPIE 20 ANNI, 88 I PARERI ESPRESSI

(AGI) - Roma, 15 lug. - Il testamento biologico, i trapianti e la ‘donazione samaritana’, sport e doping, le nuove frontiere della scienza e la creazione di ibridi e chimere, gli embrioni. I principali temi della bioetica, spesso anche agli onori delle cronache, sono passati tutti al vaglio del Comitato Nazionale di Bioetica, che ha lo scopo di fornire consulenza tecnica al governo e informazioni all’opinione pubblica sui problemi delle scienze della vita e della cura della salute. A celebrare il Cnb, che quest’anno compie 20 anni, sono intervenuti a Palazzo Chigi il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella, il presidente del Cnb Francesco Paolo Casavola e diversi membri del comitato, tra cui il rabbino capo di Roma Riccardo di Segni. Il Comitato, il cui mandato scade a dicembre ed e’ composto da 36 membri tra scienziati, giuristi, filosofi e bioeticisti, ha prodotto in questi venti anni 88 pareri (5 in corso di discussione), affrontando spesso tematiche politico-sociali “di frontiera”, sia in riferimento all’uomo che alla vita animale e all’ambiente. Sono state inoltre formulate 12 mozioni, ossia dichiarazioni rapide e incisive su una problematica di particolare urgenza, e 3 risposte a quesiti specifici, anche da parte dei Ministri. Oltre a due pareri del gruppo misto Cnb/Cnbb (Comitato nazionale per la biosicurezza, le biotecnologie e le scienze della vita). Tra gli ultimi pareri approvati, quello sul suicidio in carcere, che raccomanda un piano nazionale di prevenzione contro un fenomeno in drammatica ascesa, i criteri di determinazione della morte, tema fondamentale anche per la questione trapianti, e la donazione del rene a sconosciuti, la cosiddetta ‘donazione samaritana’, approvata dal Cnb se subordinata ad alcuni criteri di sicurezza. “Il Cnb - ha sottolineato Letta - e’ un’istituzione di cui siamo particolarmente orgogliosi. L’Italia nel 1990 e’ stato uno dei primi paesi al mondo a istituire un comitato di bioetica, quando il tema non andava di moda. Oggi quasi tutti i paesi ce l’hanno”. Un organismo, ha aggiunto Roccella, “che incrocia la nostra attivita’ di governo ma anche le scelte quotidiane: quando si parla di vita, di morte, delle modificazioni tecnico-scientifiche della nostra epoca, serve qualcosa che ci aiuti nei nostri dilemmi etici quotidiani, e non possiamo scegliere se le informazioni che abbiamo sono approssimative”. (AGI) Pgi