MAREA NERA: PER DECENNI LE CONSEGUENZE SULLA CATENA ALIMENTARE

(AGI/AFP) Washington, 18 lug. - Gli scienziati che studiano gli effetti della marea nera nel Golfo del Messico temono che la fuoriuscita di idrocarburi possa avere conseguenze decennali a cascata sulla vita marina, tanto da portare ad un complessivo cambiamento della vita biologica nell’area. Con una stima di circa 400 specie a rischio - dai piu’ piccoli batteri fino ai gamberetti e ai granchi, passando per le tartarughe marine, i pellicani bruni e i capodogli- gli esperti dicono che l’impatto del petrolio e dei solventi chimici sulla catena alimentare e’ gia’ cominciato e potrebbe crescere in maniera esponenziale. “E’ gia’ stata colpita la base della catena alimentare!, spiega Ron Kendall, direttore dell’Istitute of Enviromental and Human Health alla Texas Tech University, a cominciare dal placton, che fornisce cibo fondamentale per pesci. Tra l’altro, i 7 milioni di litri di solventi chimici versati in acqua hanno certamente impedito a parte del petrolio di arrivare a riva, ma hanno anche frantumato il greggio in gocce che non potranno mai essere recuperate, con effetti potenzialmente disastrosi per il pesce che un giorno arrivera’ sulla tavola dei consumatori. Secondo gli esperti, finora nessun pesce o frutto di mare contaminato e’ arrivato sul mercato, ma le autorita’ hanno chiuso il 35 per cento di tutta l’area di pesca, minacciando la sopravvivenza dell’ industria ittica locale. I ricercatori hanno gia’ ampiamente documentato una grave moria di organismi come i pyrosomi, creature a forma di cetriolo che sono il pasto delle tartarughe marine. Secondo le autorita’ statunitensi, sono gia’ stati trovati morti 2.600 tra uccelli, mammiferi e tartarughe; ma secondo Doug Inkley, ricercatore presso il National Wildlife Federation, il dato potrebbe certificare solo la punta dell’iceberg: la gran parte dei pesci e degli squali morti infatti vanno a fondo e quindi non potranno mai essere documentati. Secondo Inkley, gli studi dimostrano che il petrolio avra’ enormi conseguenze sul placton, magari con effetti ritardati (come accadde per la popolazione di aringhe, che fu decimata quattro anni dopo il disastro della Exxon Valdez). Tra l’altro, decine di specie di uccelli marini cominciavano la riproduzione proprio in aprile, quando e’ esplosa e poi affondata la Deepwater Horizon. Bia