CARCERI: SAPPE, ‘CIRCUITI DIFFERENZIATI’ CONTRO SOVRAFFOLLAMENTO
(AGI) - Roma, 1 ago. - “L’attuale situazione carceraria nazionale viola la Costituzione e in particolare l’articolo 27: e’ un dato di fatto.Quale trattamento penitenziario si puo’ fare quando, come oggi, quelle celle in cui potrebbero starci 43mila persone ne ospitano 69mila, per di piu’ controllate da donne e uomini della Polizia Penitenziaria che sono ben 6mila in meno di quello previsto? Una prima soluzione al pesante sovrapopolamento penitenziario puo’ essere la concreta definizione dei circuiti penitenziari differenziati e, in questo contesto, la costruzione di carceri per cosi’ dire ‘leggere’ per i detenuti in attesa di giudizio destinando le carceri tradizionali a quelli definitivi. Non e’ possibile, come succede oggi, avere nella stessa cella condannati ed imputati o soggetti in attesa di giudizio. In questa direzione, c’e’ una soluzione alternativa per l’edilizia penitenziaria ed e’ un progetto, molto usato negli Stati Uniti, che riguarda un “sistema modulare”, vale a dire un edificio con grandi capacita’ di resistenza agli agenti atmosferici, agli attacchi chimici o ad altri processi deteriorativi, che puo’ essere sopraelevato senza particolari misure strutturali e con costi competitivi e tempi di esecuzione estremamente rapidi. Si tratta di edifici con 600 posti letto costruibili in quattro mesi, con un costo inferiore ai 20 milioni di euro e posti in opera in soli 7 mesi. Questa potrebbe essere una prima rapida soluzione per deflazionare le affollate carceri italiane. Perche’ non provarci?”. E’ quanto dichiara Donato Capece, segretario generale del sindacato autonomo polizia penitenziaria Sappe, la prima e piu’ rappresentativa organizzazione di categoria. “E’ ovvio - aggiunge - che per attivare nuove strutture penitenziarie e’ necessario avere le donne e gli uomini della Polizia penitenziaria, che oggi non ci sono. Tutti sanno che gli organici del Corpo patiscono carenze quantificate in ben piu’ di 6mila agenti. Vero e’ che da tempo immemore il sappe, il primo sindacato del corpo di polizia, sostiene l’esigenza di definire i circuiti penitenziari differenziati in relazione alla gravita’ dei reati commessi, con particolare riferimento al bisogno di destinare, a soggetti di scarsa pericolosita’, specifici circuiti di custodia attenuata e potenziando il ricorso alle misure alternative alla detenzione per la punibilita’ dei fatti che non manifestano pericolosita’ sociale. Oggi ci sono in carcere quasi 69mila detenuti a fronte di una circa 42mila posti letto, il numero piu’ alto mai registrato nella storia dell’Italia. Bisognerebbe dunque percorrere la strada dei circuiti penitenziari differenziati: ma altrettanto necessaria e’ una concreta riforma del sistema penale - sostanziale e processuale - che renda piu’ veloci i tempi della giustizia”. (AGI) Ros