ABORTO: ROCCELLA, SITUAZIONE ITALIANA MIGLIORE IN OCCIDENTE

(AGI) - Roma, 9 ago. - I dati sulle interruzioni volontarie di gravidanza in Italia confermano “l’eccezionalita’ della situazione italiana rispetto ai paesi occidentali, specie quelli con cui piu’ frequentemente ci misuriamo, come ad esempio Francia, Gran Bretagna e Spagna: l’interruzione volontaria di gravidanza non e’ considerata un mezzo di controllo delle nascite, nonostante nel nostro paese l’accesso alla contraccezione chimica sia tra i piu’ bassi d’Europa”. Cosi’ il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella commenta la relazione appena presentata al parlamento sull’applicazione della legge 194, che conferma il calo delle IVG in Italia, costante dagli anni ottanta, secondo tutti i principali indicatori. Nel 2009 infatti sono state effettuate 116?933 IVG, con un decremento del 3.6% rispetto al dato definitivo del 2008. “L’impostazione della legge 194 che ritiene l’aborto non un diritto privato ma un dramma sociale - sottolinea Roccella - ha contribuito a creare un clima di vigilanza sul fenomeno: il monitoraggio continuo consentito dalla puntuale raccolta dei dati, insieme all’obbligo di eseguire gli interventi solo nelle strutture pubbliche (evitando che ci sia chi possa trarne profitto) sono alcuni aspetti della legge significativi in tal senso. Le motivazioni principali della costante diminuzione del ricorso all’aborto sembrano pero’ essere soprattutto culturali: la tenuta delle reti di rapporti familiari, innanzitutto, caratteristica del nostro paese, e l’esistenza diffusa di un volontariato attivo nel sostegno alle maternita’ difficili, hanno sicuramente pesato nel calo delle IVG. Le condizioni economiche non sembrano essere il fattore determinante nella scelta di proseguire o meno una gravidanza: nella gran parte dei casi quasi la meta’ delle IVG, sia fra le italiane (48.6%) che fra le donne straniere (46.7%) sono di donne con occupazione lavorativa, e solo l’11.9% delle IVG fra le italiane e il 22% fra le straniere riguardano donne disoccupate o in cerca di prima occupazione. E’ importante - conclude - non perdere questa particolare situazione italiana, con un’attenzione anche all’introduzione delle nuove procedure abortive, come quella farmacologica: per migliorarla ulteriormente, come annunciato nella presentazione dell’Agenda Bioetica del Governo, stiamo predisponendo il Piano Federale per la Vita, uno strumento in piu’ nella prevenzione dell’aborto e nella tutela della maternita’ e della vita”. (AGI) Red/Pgi