Archivio per il Novembre, 2006

FASE UNO: AN CHIEDE REVOCA NOMINE, “C’E’ CONFLITTO INTERESSI”

Giovedì, Novembre 30th, 2006

(AGI) - Cagliari, 30 nov. - I consiglieri regionali di An Mario Diana e Antonello Liori sollecitano la Giunta a revocare la delibera con la quale due giorni fa sono stati nominati l’amministratore unico, il collegio sindacale e il comitato scientifico di Fase Uno, la societa’ a capitale pubblico fondata dalla Regione per promuovere progetti innovativi nel settore delle biotecnologie e della biomedicina.
Sul presidente del collegio sindacale, Giuseppe Biondo, indicato dalla Giunta, i due esponenti dell’opposizione sollevano in un’interrogazione al presidente della Regione Renato Soru un problema di conflitto d’interessi. Biondo - argomentano Diana e Liori - fa parte del collegio sindacale di Shardna spa, societa’ del settore della ricerca biotecnologica che ha sede nel Parco Polaris a Pula (gestito dalla Regione tramite l’agenzia Sardegna Ricerche, gia’ Consorzio 21) e di cui e’ socio di maggioranza, con l’82% delle azioni, il presidente della Regione Renato Soru.
“Quello di membro del collegio sindacale di un’azienda”, sottolineano i due esponenti di An, ipotizzando futuri rapporti di collaborazione tra Fase Uno e Shardna, “e’ un delicato incarico di garanzia, che pertanto dev’essere ricoperto da persone non coinvolte in qualsivoglia conflitto di interessi. Piu’ delicato e’ l’incarico di presidente del collegio sindacale di una societa’ a capitale interamente pubblico, per il cui affidamento si deve pertanto applicare un criterio di selezione ancora piu’ rigoroso e trasparente”.
Nell’interrogazione i due consiglieri di An chiedono, inoltre, di sapere “a quanto ammontano i contributi finora erogati dall’amministrazione regionale in carica a favore di Shardna spa” e “quali misure il presidente intenda adottare per risolvere il conflitto d’interessi che lo vede coinvolto in qualita’ di massima carica istituzionale della Regione e di azionista di maggioranza di Shardna”.(AGI)
Rob

ATENEI SARDI: FIRMATO A ROMA ACCORDO QUADRO DA OLTRE 135 MLN

Giovedì, Novembre 30th, 2006

(AGI) - Cagliari, 30 nov. - Per gli atenei sardi sono in arrivo 135.700.000 euro per progetti che potenzieranno i centri per l’alta formazione e la ricerca nell’isola e garantiranno agli studenti piu’ diritti e servizi, a cominciare dall’aumento dei posti letto nelle residenze universitarie degli Ersu di Sassari e Cagliari.
Stamattina a Roma e’ stato firmato l’Accordo di programma quadro (Apq) in materia di istruzione, che rafforza la politica della Giunta regionale a sostegno della formazione universitaria con interventi per 50.450.000 euro di fondi Cipe, cui si aggiungono altri fondi della Regione, dell’Universita’ di Sassari e dell’Ersu di Cagliari. Il direttore generale dell’assessorato Pubblica Istruzione, Franco Sardi, ha sottoscritto l’accordo negli uffici del ministero per lo Sviluppo Economico. Questi i punti qualificanti dell’accordo.
POLO DI BONASSAI. L’intesa prevede il potenziamento del polo di Bonassai per la ricerca e la formazione in agraria e veterinaria dell’universita’ di Sassari, con 30 milioni di euro, di cui 20 milioni di fondi Cipe e 10 milioni dell’ateneo sassarse. Altri 50 mila euro sono stati destinati allo studio di fattibilita’. Il Polo di Bonassai avra’ strutture di elevata qualita’ tecnologica e funzionale, con impiego di forme architettoniche adeguate al contesto paesaggistico territoriale e soluzioni energetiche volte all’utilizzazione delle fonti di energia rinnovabile.
In comune fra le due Facolta’ di Agraria e Veterinaria sono previsti il Centro didattico, la Biblioteca interfacolta’, il centro servizi e foresteria. Per le competenze di natura strettamente medico veterinarie e’ prevista la costruzione dell’ospedale veterinario, del mattatoio didattico, dell’inceneritore, dei laboratori dedicati, delle sale di dissezione, degli spazi di studio e per la didattica avanzata (specializzazioni, master, dottorati, formazione continua). Per le competenze strettamente di agraria sono previste le serre didattico sperimentali, i ricoveri macchine e attrezzi, gli ombrari, la cantina didattica, il deposito prodotti chimici e microbiologici, il deposito smaltimento rifiuti speciali, i laboratori, gli spazi di studio e per la didattica avanzata. Gli insediamenti comuni alle due facolta’ saranno: lo stabile del Dipartimento di Scienze dell’allevamento animale, con annessi laboratori, spazi di studio e per la didattica avanzata, il mangimificio, il caseificio sperimentale, gli stabulari e i ricoveri per animali in sperimentazione, l’edificio di sorveglianza. Risultano gia’ finanziati nell’Apq in materia di ricerca scientifica e innovazione tecnologica il Centro di ricerca veterinario con annessa azienda zootecnico sperimentale e i laboratori del centro i biodiversita’ animale, strutture che verranno inserite nell’attivita’ scientifica e di ricerca del Polo. (AGI)
Com- (Segue)

LITVINENKO: BRANDONE(CHIMICO), POLONIO SI FA SOLO CON REATTORI

Giovedì, Novembre 30th, 2006

(AGI) - Milano, 30 nov. - La spiegazione e’ tutta scientifica, ma i sospetti che fa nascere sono di natura politica. Alberto Brandone, ricercatore del dipartimento di Chimica generale dell’universita’ di Pavia, spiega che il polonio 210, la sostanza tossica molto rara in natura che ha ucciso l’ex spia russa Alexander Litvinenko, “non puo’ essere prodotto in un laboratorio chimico normale, ma con reattori nucleari”. Quindi, anche se non e’ detto che sia stato fatto da autorita’ pubbliche, “bisogna considerare che c’e’ bisogno almeno di un centro di ricerca collegato con un reattore nucleare, che normalmente e’ controllato da istituzioni statali”. Inoltre, Brandone spiega che “la radioattivita’ del polonio 210 si dimezza dopo 138-139 giorni e questo dimostra che la produzione della sostanza utilizzata e’ abbastanza recente”. La sostanza, continua il ricercatore, e’ utlizzata oggi soprattutto come “rivelatore di fumi”, cioe’ negli attrezzi installati sui soffitti per segnalare un incendio, o “per togliere energia statica”. Tutto il polonio 210 in circolazione, precisa, “e’ sempre denunciato alle autorita’”. (AGI)
Red/Car

PREZZI PRODUZIONE: ISTAT, +0,3% MESE, +4,9% ANNO

Giovedì, Novembre 30th, 2006

(AGI) - Roma, 30 nov. - In termini congiunturali, i prezzi dei beni di consumo hanno registrato un aumento dello 0,2 per cento, quelli dei beni strumentali un aumento dello 0,1 per cento e i prezzi dei beni intermedi e quelli dell’energia un incremento dello 0,4 per cento. Rispetto al mese di ottobre 2005, si registrano le seguenti variazioni: piu’ 2,2 per cento per i beni di consumo (piu’ 2,4 per cento per i beni di consumo durevoli e piu’ 2,1 per cento per i beni di consumo non durevoli), piu’ 1,9 per cento per i beni strumentali, piu’ 7,5 per cento per i beni intermedi e piu’ 6,9 per cento per l’energia.
Nei primi dieci mesi del 2006, l’incremento piu’ elevato rispetto allo stesso periodo del 2005 e’ stato registrato dal raggruppamento dell’energia (piu’ 17,4 per cento).
L’aumento congiunturale piu’ rilevante e’ stato registrato nel settore dell’energia elettrica, gas e acqua (piu’ 2,8 per cento, dovuto all’aumento dei prezzi del gas naturale distribuito e dell’energia elettrica). Incrementi congiunturali significativi sono stati inoltre riscontrati nei settori degli altri manufatti (compresi i mobili) (piu’ 0,7 per cento), degli articoli in gomma e materie plastiche (piu’ 0,5 per cento, determinato principalmente dal rialzo dei prezzi degli articoli in materie plastiche), dei prodotti alimentari, bevande e tabacco (piu’ 0,4 per cento, dovuto in particolare all’aumento dei prezzi delle granaglie e prodotti amidacei e della carne e prodotti a base di carne), del cuoio e prodotti in cuoio, del legno e prodotti in legno (esclusi i mobili), della carta e prodotti di carta, stampa ed editoria (per tutti e tre i settori, piu’ 0,4 per cento) e dei prodotti chimici e fibre sintetiche ed artificiali (piu’ 0,4 per cento, per effetto principalmente del rialzo dei prezzi dei prodotti chimici di base). La diminuzione congiunturale piu’ rilevante e’ stata registrata nel settore dei prodotti petroliferi raffinati (meno 2,5 per cento). Decrementi congiunturali sono stati inoltre riscontrati nei settori dei prodotti delle miniere e delle cave (meno 0,2 per cento), dei prodotti dell’industria tessile e dell’abbigliamento e dei prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (per entrambi meno 0,1 per cento). Rispetto al mese di ottobre 2005, gli aumenti piu’ rilevanti sono stati registrati nei settori dell’energia elettrica, gas e acqua (piu’ 19,8 per cento), dei metalli e prodotti in metallo (piu’ 12,0 per cento) e dei prodotti delle miniere e delle cave (piu’ 8,1 per cento). (AGI)
Red

CINA-PUGLIA: FRISULLO,MOLTI I SETTORI INTERSCAMBIO COMMERCIALE

Mercoledì, Novembre 29th, 2006

(AGI) - Bari, 29 nov. - “Si spazia dai settori piu’ tradizionali, come il Tac - ha aggiunto Frisullo - il sistema moda fino ai settori a piu’ alto contenuto tecnologico, la meccatronica, alle biotecnologie nella filiera agricola - alimentare e non solo”. La delegazione giunta in Puglia presenta, pero’, particolare interesse per “l’innovazione tecnologica e la ricerca, settori in cui possiamo far valere - ha continuato il vicepresidente - le tante cose che stiamo facendo in Puglia, dai distretti tecnologici, meccatronica, biotecnologie, agli investimenti importanti che abbiamo fatto sui progetti esplorativi, strategici per le universita’. Siamo pronti - ha concluso Frisullo - a costruire dei rapporti che non siano solo sui settori tradizionali ma anche su profili innovativi”. Prossima tappa sara’ il viaggio, da programmare, del vicepresidente Frisullo in Cina, su espresso invito della delegazione.(AGI)
Cli/Tib

VIGILI URBANI: INTERROGAZIONE AL SENATO SU ‘CASO PALERMO’

Mercoledì, Novembre 29th, 2006

(AGI) - Palermo, 29 nov. - “Il datore di lavoro, in questo caso l’amministrazione comunale di Palermo e per lei il Comando dei vigili urbani, ha disatteso praticamente per intero la normativa in materia di tutela della salute dei lavoratori. Un comportamento incosciente le cui conseguenze saranno pagate dai vigili urbani in termini di salute e dall’amministrazione comunale stessa in termini economici”. Fabio Giambrone, senatore siciliano di Italia dei valori, esprime un giudizio pesantissimo sul comportamento dell’amministrazione comunale e del Comando di via Dogali, nell’illustrare l’interrogazione presentata oggi ai ministri per il Lavoro e per la Salute sull’applicazione della normativa nazionale che dovrebbe tutelare le condizioni di lavoro. Ricordando che da parte di numerosi vigili sono state avanzate ufficialmente delle richieste di verifica della legittimita’ degli atti compiuti dal comando, Giambrone ricorda che secondo la legge prima di esporre un lavoratore a condizioni di rischio sono necessari numerosi accertamenti che, nel caso di Palermo, sono stati del tutto ignorati senza che vi fosse alcun controllo preventivo prima che molti vigili fossero distaccati ‘in strada’. “I vigili urbani - afferma Giambrone - e in particolare gli agenti preposti al controllo del traffico sono esposti a diversi rischi che hanno una ben precisa classificazione nazionale legata al tipo di agenti chimici cui sono esposti: da quelli semplicemente ‘irritanti’ a quelli ‘tossici’, ‘molto tossici’ e ‘cancerogeni’. A questi - prosegue il parlamentare di Idv - si aggiungono altri rischi quali quelli legati ai trasporti, all’incolumita’ fisica, all’esposizione continua al rumore”. Nonostante questo e nonostante la normativa nazionale sia assolutamente chiara in materia, conclude Giambrone, da parte del Comando dei Vigili di Palermo “non sono mai stati adottati i provvedimenti necessari a prevenire l’insorgere di malattie originate dal lavoro, esponendo per altro l’amministrazione al concreto rischio di azioni di rivalsa da parte di quei vigili che dovessero effettivamente ammalarsi, cosa che purtroppo succede sempre piu’ spesso”. Per questo motivo Giambrone chiede ai ministri Cesare Damiano e Livia Turco di “adottare le misure necessarie per la piena applicazione degli adempimenti di legge in materia di tutela della salute dei lavoratori da parte del Corpo di Polizia Municipale di Palermo”. (AGI)
Mrg

STRADIVARI: IL SEGRETO IN UN TRATTAMENTO CHIMICO

Mercoledì, Novembre 29th, 2006

(AGI) - Londra, 29 nov. - (Notizia embargata ORE 20) Il segreto che rende unico il suono dei violini costruiti dai maestri italiani del ‘600 e del ‘700 sembra dipendere da un trattamento chimico ancora sconosciuto. E’ questa l’ipotesi avanzata da un gruppo di ricercatori della Texas A&M University coordinati da Joseph Nagyvary sul numero in edicola domani della prestigiosa rivista britannica Nature. Lo studio ha evidenziato che il legno usato per gli Stradivari e i Guarneri ha subito un misterioso trattamento chimico di conservazione che non era utilizzato invece negli stessi strumenti costruiti in Francia o in Inghilterra. I ricercatori hanno preso in esame due strumenti italiani, un violoncello costruito da Antonio Stradivari e un violino costruito da Giuseppe Guarneri (detto del Gesu’) e due strumenti stranieri: un violino francese del 1840 e una viola inglese del 1769. L’analisi e’ stata condotta con la risonanza magnetica funzionale e con la spettroscopia a infrarossi su trucioli ricavati dalla riparazione di piccole crepe negli strumenti e ha evidenziato notevoli differenze tra il legno di acero che costituisce la parte interna posteriore dei violini italiani rispetto a quello usato da inglesi e francesi.
Al contrario, le analisi hanno mostrato notevoli somiglianze tra le proprieta’ chimiche del legno usato per lo Stradivari e quello usato per il Guarneri. Inoltre dagli esami non e’ emersa la presenza di silicato di potassio negli strumenti italiani e in particolare nel violoncello di Stradivari. Molti studiosi avevano infatti avanzato l’ipotesi che questa sostanza fosse stata usata dai maestri cremonesi per realizzare i loro strumenti. “I nostri risultati - spiegano invece i ricercatori texani - sembrano sostenere l’ipotesi che Stradivari e Guarneri usassero dei trattamenti chimici come l’ossidazione e l’idrolisi per realizzare i loro strumenti. Trattamenti che potrebbero dipendere anche da pratiche locali sulla conservazione del legno”. In ogni caso, aggiungono gli esperti, questi trattamenti sembrano aver influenzato le proprieta’ acustiche del legno e quindi la qualita’ del suono degli strumenti. Proprieta’ acustiche che Antonio Stradivari studiava con particolare attenzione: a quanto riportano le cronache infatti usava solo alberi della Val di Fiemme e per scegliere i migliori li faceva rotolare e ne ascoltava il suono.(AGI)
Red

ENI: SANZIONI UE “INGIUSTIFICATE”, FAREMO RICORSO

Mercoledì, Novembre 29th, 2006

(AGI) - Roma, 29 nov. - In relazione alla sanzione comminata dalla Commissione europea ad alcune societa’ del settore della chimica tra cui, appunto Eni e Polimeri Europa, per la partecipazione a un presunto cartello nel settore delle gomme sintetiche Eni e Polimeri l’Eni spiega che ” la decisione coinvolge l’Eni, in quanto controllante di Polimeri Europa senza alcun riscontro fattuale, una presunzione di colpevolezza per i comportamenti posti in essere dalle sue controllate”.
Eni, prosegue la nota , “ritiene che si tratti di un’applicazione della normativa antitrust che non ha precedenti nella prassi della stessa Commissione e che basa tale responsabilita’ sull’unico elemento del mero controllo societario”. L’Eni quindi, “si riserva di ricorrere contro la sanzione imposta di 272,25 milioni di euro sostenendo la carenza di elementi di fatto e di diritto che possano attribuire la responsabilita’ alla societa’ capogruppo la quale non e’ mai entrata ne’ avrebbe potuto farlo nella conduzione ordinaria degli specifici business”. Eni ritiene inoltre che “l’entita’ delle sanzioni sia del tutto sproporzionata e ingiustificata in considerazione sia della gravita’ dei comportamenti anche come ricostruiti dalla Commissione, sia della circostanza che in nessun modo gli stessi avrebbero potuto produrre un effetto negativo sui consumatori finali”. (AGI)
Tig

RICERCA: CUFFARO, INCOMPRENSIBILE TAGLIO FONDI PER IL “RIMED”

Mercoledì, Novembre 29th, 2006

(AGI) - Palermo, 29 nov. - “Alla luce delle ulteriori ed illustri adesioni all’appello per salvare il centro Rimed di Carini, diventa sempre piu’ incomprensibile il taglio dei fondi previsto dalla finanziaria nazionale”. Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana, Salvatore Cuffaro, commentando l’adesione4 di oltre 700 personalita’ all’appello a favore del centro di ricerca sulle biotecnologie che dovrebbe sorgere nei pressi di Palermo. “Il governo Prodi - aggiunge Cuffaro - spieghi loro ed a tutti i siciliani perche’ dei tre centri di ricerca finanziati dal governo Berlusconi, venga cancellato soltanto quello siciliano, mentre rimangono in essere quelli del Lazio e della Liguria. Spieghi perche’ si deve bloccare la creazione del Rimed, di cui sono gia’ iniziati i lavori e per il quale sono stati assunti impegni e accordi internazionali precisi”. Il presidente Cuffaro chiede al governo nazionale di rivedere le sue posizioni e a tutti i parlamenti siciliani, di ogni colore politico, di impegnarsi per la realizzazione del Rimed “che rappresenta - ha concluso - una fondamentale opportunita’ di sviluppo e crescita per la Sicilia e che puo’ diventare un punto di riferimento nel Mediterraneo per la ricerca”. (AGI)
Rap/Mzu

DROGA: STRONCATA ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE, 5 ARRESTI

Mercoledì, Novembre 29th, 2006

(AGI) - Venezia, 29 nov. - Una vasta organizzazione internazionale per il traffico della droga (soprattutto cocaina e crack) e’ stata stroncata dal Nucleo di Polizia Tributaria di Venezia nell’ambito di un’indagine aperta un anno fa circa dalla Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo lagunare. Cinque persone sono state arrestate, in diverse occasioni le Fiamme Gialle hanno sequestrato circa 20 kg di droga.
L’organizzazione agiva tra Italia, Germania, Olanda, Marocco e Tunisia con corrieri albanesi, magrebini e italiani. Erano professionisti ben preparati, capaci anche di sintetizzare la droga al momento, come si e’ capito dopo l’ultimo sequestro di cocaina: il corriere aveva con se’ un piccolo laboratorio chimico mobile per ottenere crack.
Nell’operazione ha preso parte anche il Gico di Venezia, Gruppo di investigazione criminalita’ organizzata. Cinque le persone finite in carcere, diversi sequestri (poco meno di 20 kg di stupefacenti) di droga, indagini ancora in corso per individuare altre ramificazioni della joint venture della droga. (AGI)
Crc

(RPT) CASA: UN NIDO? NO, UNA PRIGIONE PER 6 ITALIANI SU 10

Mercoledì, Novembre 29th, 2006

(AGI) - Milano, 29 nov. - Casa dolce casa? Macche’. Per 6 italiani su 10 la propria abitazione e’ una vera e propria prigione. Spazi sempre piu’ stretti invasi da polvere e acari, elettrosmog, fumo di sigaretta ed effluvi chimici dei prodotti per le pulizie: insomma, le pareti domestiche per gli italiani sono fonte di claustrofobia, malesseri vari e pericoli d’ogni tipo. Mal di testa, insonnia e senso di soffocamento: il problema dell’inquinamento domestico sembra minacciare la salute quanto smog e gas di scarico. I rimedi piu’ ricorrenti? Finestre sbarrate contro l’inquinamento e candele, essenze e pout pourri dagli odori piu’ improbabili. E’ quanto emerge da uno studio della rivista Salute Naturale (Edizioni Riza) che sul tema del rapporto con la propria casa ha intervistato circa 1000 italiani di eta’ compresa fra i 25 e i 55 anni. Proprio nella stagione fredda, avvertono gli esperti, quando le condizioni climatiche ci spingono a vivere piu’ a lungo in luoghi chiusi e riscaldati, che il fenomeno dell’inquinamento domestico e’ piu’ diffuso. “Ambienti troppo chiusi e spesso mal riscaldati - commenta l’architetto Sonia Perini, esperta di ecodesign - una delle cause dell’inquinamento indoor e’ proprio l’accumularsi, in spazi ben sigillati, di miscele altamente tossiche di cui le persone non possono avvertire la presenza, se non indirettamente”. Fatto sta che il 65% degli italiani, alla domanda “ti piace la casa in cui vivi?”, risponde poco o per niente e il 58% ritiene il proprio “nido” un ambiente poco sano o decisamente insalubre. Tanto che, dopo aver trascorso un’intera giornata tra le pareti domestiche, uno su tre avverte un senso di soffocamento (31%), il 22% accusa mal di testa persistenti e quasi uno su cinque dorme male la notte (17%). Solo il 15% dice di sentirsi rilassato. (AGI)
Red (Segue)

RICERCA: ANCHE DALL’ESTERO APPELLI PER SALVARE CENTRO “RIMED”

Mercoledì, Novembre 29th, 2006

(AGI) - Palermo, 29 nov. - Sono oltre cento i ricercatori italiani che vivono e lavorano all’estero ad aver aderito all’appello per salvare il centro Ri.med, l’istituto di biotecnologie e biomedicina che dovrebbe sorgere a Carini (Palermo) e per il quale la finanziaria ha tagliato i fondi. In totale le firme provenienti da Paesi diversi rispetto all’Italia sono 131 (106 dagli Usa; 23 dall’Europa e 2 dal Sudamerica). Alcuni di questi oltre a firmare l’appello lanciato alla fine di ottobre dal professore Camillo Ricordi dell’Ismett, hanno inviato lettere personali al presidente del Consiglio Romano Prodi per spiegare le loro ragioni. “Apparteniamo alla categoria dei ricercatori italiani all’estero - scrive uno di loro - la notizia di un Centro di ricerca in Sicilia di livello internazionale, gestito con gli stessi criteri di professionalita’ delle strutture americane, ci ha fatto ben sperare in un rinnovato interesse da parte dei politici per la ricerca biomedica in Italia, ed in particolare per il Mezzogiorno. Facciamo appello a Lei, signor presidente, non lasciate cadere le tante speranze dei ricercatori che vivono e lavorano all’estero”. Una lettera al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e’ stata inviata, invece, dal massimo esperto al mondo del settore trapianti, Thomas Starzl, che chiede al capo dello Stato di sostenere il progetto e farsi portavoce della preoccupazione del mondo della ricerca. Finora sono oltre 700 le persone che hanno sottoscritto l’appello per salvare Ri.med, mandando un’e-mail dal sito www.fondazionerimed.com. Tra queste il premio Nobel Dario Fo, Franca Rame, l’oncologo Umberto Veronesi, il farmacologo Silvio Garattini, l’immunologo Giuseppe Remuzzi e Nadia Rosenthal che dirige l’Embl di Monterotondo, nota per le sue ricerche sulle cellule staminali. (AGI)
Rap/Mzu

CASA: UN NIDO? NO, UNA PRIGIONE PER 6 ITALIANI SU 10

Mercoledì, Novembre 29th, 2006

(AGI) - Milano, 29 nov.- Il problema e’ che a casa si vivono tutta una serie di pericoli: gli acari per il 29%, l’elettrosmog per il 25%, i materiali che si usano nell’edilizia per il 12%, gli impianti di aria condizionata per l’8%. C’e’ anche una lista delle abitudini piu’ deprecabili: tenere elettrodomestici in camera da letto per esempio (31%), fumare in casa (26%), tenere la tv sempre accesa (19%), usare materiali sintetici o plastici per gli arredi (10%), tenere il riscaldamento sempre al massimo (8%). Insomma, il disagio che si vive in casa e’ frutto di atteggiamenti e abitudini sbagliati. Il 29% degli italiani (quasi uno si tre) e’ fin troppo ossessionato dall’arredamento e dai soprammobili. Questo significa che almeno un terzo delle case degli italiani trabocca di oggetti, spesso inutili, a scapito dello spazio fisico disponibile per le persone. Un altro 22% cura in maniera eccessiva o esagerata pulizia e igiene utilizzando spesso prodotti chimici aggressivi non solo per la casa ma anche per la salute. Per non parlare, infine, di quel 9% fissato con la tecnologia che ha riempito la casa di ogni tipo di diavoleria elettronica e di elettrodomestico. Profumare la casa diventa quindi piu’ che una moda, un rimedio inevitabile. Oltre il 60% delle case italiane odora di essenze, candele, incensi di ogni tipo e pout porri. Una soluzione piu’ comoda, meno impegnativa rispetto a fiori e piante, rimedio cui si affida pero’ meno di un italiano su tre (28%). (AGI)
Red