Archivio per il Gennaio, 2007

NAVE ARENATA: MAREA DI MOTO E PANNOLINI ATTIRA SACCHEGGIATORI

Lunedì, Gennaio 22nd, 2007

(AGI/AFP/REUTERS) - Londra, 22 gen. - La nave, che si e’ inclinata di 30 gradi, ha perso 200 dei 2.323 container che trasportava, almeno tre dei quali contengono sostanze tossiche come profumo, acido per batterie, piccoli ricambi per auto. Fortunatamente il carico piu’ pericoloso, fertilizzanti e prodotti chimici, e’ stipato in 158 container collocati al centro del cargo.
Sono invece gia’ finite in mare 200 tonnellate di combustibile. L’olio pesante si e’ diffuso su un’area di 8 chilometri, ma “gia’ si sta disperdendo”, ha assicurato la Guardia costiera. Le autorita’ hanno avviato operazioni per ripulire le acque di fronte alla baia di Lyme e per scongiurare il rischio che il combustibile dilaghi anche nei fiumi, tutti gli estuari della zona sono stati protetti da barriere.
Il tratto di mare interessato dall’incidente e’ proprio davanti alla cosiddetta Costa Giurassica, un tratto di spiaggia e scogliere mozzafiato designato nel 2001 dall’Unesco patrimonio dell’umanita’. E’ stato il primo sito tutelato in Gran Bretagna dall’agenzia delle Nazioni Unite dopo che sulle rocce sono stati trovati fossili e reperti praticamente di tutti i 185 milioni di anni di storia della Terra.
Al momento il danno e’ contenuto, ma il vero rischio per l’ambiente e’ rappresentanto da quelle 3.500 tonnellate di carburante che ancora restano nei serbatoi. “E’ questa la preoccupazione maggiore”, ha sottolineato il portavoce dell’Agenzia per la guardia costiera (Mca), Paul Coley. Se il combustibile “resta dov’e', e’ facile da portare via”, ha aggiunto.
I serbatoi sono ancora intatti, ma e’ essenziale portare a termine al piu’ presto il pompaggio dell’olio pesante che prima dovra’ essere riscaldato. Le operazioni sarebbero dovute iniziare oggi, ma sono state rinviate a domani “per problemi tecnici”, ha spiegato Coley. Il recupero dovrebbero essere completato in una settimana circa. (AGI)
Sab

OLIVICOLTURA: IN UN LIBRO LA PRODUZIONE NEL VIBONESE

Lunedì, Gennaio 22nd, 2007

(AGI) - Vibo Valentia, 22 gen. - Quello europeo e’ un mercato altamente competitivo, nel quale si rischia di pregiudicare la qualita’ del prodotto finale in nome di un abbattimento considerevole dei costi di produzione e trasformazione. E’ questo il difficile contesto nel quale operano gli olivicoltori locali, che oggi devono fare i conti con la produzione di olio extra vergine sempre piu’ massiccia ed a basso costo di molti Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, a cominciare dal Marocco. A tracciare un quadro generale della situazione, focalizzando poi l’attenzione sul settore locale, sono stati i relatori intervenuti al convegno che si e’ tenuto sabato scorso a Francica, nell’Azienda agricola Franco Rondinelli. L’incontro e’ stato organizzato per presentare il volume L’olivicoltura e la produzione di olio nella provincia di Vibo Valentia, pubblicato su iniziativa dell’assessorato provinciale all’Agricoltura, in collaborazione con Camera di Commercio e Universita’ della Calabria. Lo studio, coordinato dal professor Antonio Cimato, ricercatore del Cnr che opera nell’Istituto sulla valorizzazione del legno e delle specie arboree (Ivalsa), fotografa l’attuale situazione della coltivazione di ulivi e della produzione di olio extra vergine nella nostra provincia, mettendo in luce criticita’ ed eccellenze. La ricerca, infatti, analizza tutti gli aspetti della produzione, dalla diffusione delle coltivazioni nei vari Comuni della provincia, alla tipologia delle piante impiegate, fino alla morfologia del terreno e alle caratteristiche organolettiche delle diverse qualita’ di oli prodotti. Il tutto corredato da grafici e tabelle che sintetizzano ogni aspetto della ricerca. Alla presentazione del volume erano presenti l’assessore provinciale all’Agricoltura Domenico Dominelli, il coordinatore dell’equipe scientifica che ha realizzato la ricerca, Antonio Cimato, il sindaco di Francica, Calogero Nunzio Di Mino, e il ricercatore Girolamo Giordano, del dipartimento di Ingegneria chimica e dei materiali dell’Universita’ della Calabria. “Questo libro offre una concreta testimonianza dell’impegno della Provincia di Vibo Valentia verso questo settore - ha affermato Dominelli -. L’olivicoltura e la produzione d’olio, infatti, possono rappresentare una delle risorse piu’ importanti del nostro territorio, contribuendo, insieme al turismo, al rilancio socio-economico dell’intera provincia vibonese. Ma per vincere le sfide del mercato globale non e’ possibile prescindere da un approccio scientifico che consenta puntualita’ ed efficacia nella programmazione degli interventi, sia privati che pubblici”. (AGI)
Ros

G.B.: NAVE ARENATA, CORSA CONTRO IL TEMPO PER EVITARE DISASTRO

Lunedì, Gennaio 22nd, 2007

(AGI/REUTERS/AFP) - Londra, 22 gen. - La guardia costiera britannica e’ impegnata in una corsa contro il tempo per impedire che l’incidente alla nave porta-container ‘Msc Napoli’, incagliata da sabato davanti alla costa del Devon, provochi un disastro ambientale. Il primo obbiettivo e’ estrarre le 3.500 tonnellate di carburante che ancora restano nei serbatoi; 200 sono gia’ finite in mare e si sono diffuse su un’area di 8 chilometri.
Il combustibile si e’ sparso di fronte alla baia di Lyme, un tratto di costa designato dall’Unesco patrimonio dell’umanita’, ma se al momento il danno e’ contenuto ben piu’ drammatica potrebbe diventare la situazione in caso di rottura di tutte le cisterne. Per questo e’ essenziale completare al piu’ presto il pompaggio dell’olio pesante rinchiuso nella stiva; le operazioni dovrebbero durare una settimana circa.
“E’ questa la preoccupazione maggiore”, ha sottolineato il portavoce dell’Agenzia per la guardia costiera (Mca), Paul Coley. Se il combustibile “resta dov’e', e’ facile da portare via”, ha aggiunto. Per il momento sembra pero’ che i serbatoi siano intatti.
La nave, che si e’ inclinata di 30 gradi, e ha perso anche 200 dei suoi 2.323 container, almeno tre dei quali contengono sostanze tossiche come profumo, acido per batterie, piccoli ricambi per auto. Fortunatamente il carico piu’ pericoloso, fertilizzanti e prodotti chimici, e’ stipato in 158 container collocati al centro del cargo ma c’e’ il timore che inclinandosi ancora la nave si possa rovesciare.
La “Msc Napoli”, un cargo britannico di 72mila tonnellate con 16 anni di navigazione, e’ stata fatta deliberatamente arenare nei pressi di Sidmouth, sulla costa orientale del Devon, per cercare di stabilizzarla ed evitare quindi che le enormi falle aperte dalla furia delle onde causate del ciclone Kyrill, portassero alla rottura dello scafo in piu’ parti. (AGI)
Sab/Sar

G.B.: NAVE ARENATA INCLINATA DI 30 GRADI,160 I CONTAINER PERSI

Domenica, Gennaio 21st, 2007

(AGI/REUTERS) - Sidmouth (Regno Unito), 21 gen. - Continua a perdere carburante la porta-container ‘Msc Napoli’, incagliata da ieri davanti alla costa della contea meridionale inglese del Devon, dove era stata fatta deliberatamente arenare per cercare di stabilizzarla, e di evitare quindi che le enormi falle, apertesi nella chiglia per la furia delle onde e del vento, portassero alla rottura dello scafo in piu’ parti. Il relitto e’ adesso inclinato di 30 gradi, e secondo un portavoce della Guardia Costiera britannica ha gia’ perso 160 dei container che trasportava, in tutto 2.323, e non soltanto cinquanta come era stato riferito in precedenza. Tra i container alla deriva sarebbero tuttavia solo due quelli nei quali sono stivate sostanze tossiche considerate pericolose per l’ambiente e per la salute: prodotti chimici per uso agricolo e industriale, acido per batterie, profumi e liquidi per veicoli. Stando al portavoce, tuttavia, l’emergenza ecologica che si andava profilando in tutta la Manica sembrerebbe da ultimo essersi almeno in parte ridimensionata. In particolare, la chiazza di petrolio formatasi a pelo d’acqua, e che ha gia’ colpito alcuni uccelli marini, sarebbe dovuta alla rottura di un unico serbatoio in una della sale-macchine. Resta comunque la minaccia per la sicurezza della navigazione posta dai contenitori dispersi, che dovranno essere tutti recuperati prima che si possa procedere alla stabilizzazione definitiva della ‘Napoli’. Tra l’altro, le barriere galleggianti calate in mare per arginare l’espansione della macchia di petrolio sono dovute essere rimosse proprio a causa dei container. (AGI)
Pdo

G.B.: ALLARME ECOLOGICO MANICA, NAVE ARENATA PERDE PETROLIO

Domenica, Gennaio 21st, 2007

(AGI/AFP) - Sidmouth (Regno Unito), 21 gen. - E’ emergenza ambientale nella Manica, dove petrolio ha cominciato a fuoriuscire dai serbatoi della porta-container ‘Msc Napoli’, che ieri era stata fatta deliberatamente arenare dalle squadre d’intervento nelle acque basse a ridosso della costa meridionale inglese, nella contea del Devon, con l’intento di evitare che si rompesse lo scafo, nel quale la furia delle onde alimentata dal ciclone ‘Kyril’ aveva aperto enormi falle. L’obiettivo era di scongiurare un affondamento della nave, che pero’ durante la notte le correnti hanno reso di nuovo instabile, minacciando di spezzarne la struttura e di farla colare a picco. La ‘Napoli’ trasportava in tutto 2.323 container, 158 dei quali contenenti sostanza tossiche considerate pericolose, come prodotti chimici per uso industriale e agricolo, profumi e altro. Tra questi una cinquantina sono precipitati fuori bordo, e i soccorritori non possono avvicinarsi al relitto finche’ non saranno stati tutti recuperati, o comunque eliminati: il pericolo piu’ imminente che pongono tali container riguarda infatti non tanto l’ambiente quanto la sicurezza della navigazione. Con il mare in tempesta, rischiano di trasformarsi in gigatenschi e micidiali proiettili. Frattanto il petrolio ha raggiunto la spiaggia vicino a Sidmouth, una quindicina di chilometri a est dalla citta’ di Exeter. Stando a quanto riferito da emittenti televisive locali, alcuni uccelli marini sono gia’ stati colpiti dalle chiazze oleose; una vasta coltre bituminosa galleggia a pelo d’acqua, e ha impregnato il loro piumaggio. (AGI)
Pdo

FA ESPLODERE PER GIOCO CARBURO IN BIDONE, MORTO 19ENNE

Sabato, Gennaio 20th, 2007

(AGI) - San Quirino (Pordenone), 20 gen. - Tragedia a San Quirino, in provincia di Pordenone. Un giovane di 19 anni, Manuel Allegretto, e’ morto mentre faceva saltare in aria per gioco un bidone saturo di acetilene. La miccia cui aveva dato fuoco forse era troppo corta e il contenitore di latta e’ saltato in aria mentre il ragazzo era ancora chino. Manuel Allegretto e’ stato colpito al volto con una violenza tale da essere scaraventato a quattro metri di distanza. A ucciderlo un gioco pericoloso, che lui e i suoi amici presenti sembra facessero spesso. Mettevano zollette di carburo in vecchi bidoni vuoti e poi aggiungevano acqua. La reazione chimica fa sprigionare il gas di acetilene, sostanza altamente infiammabile che sotto pressione da’ luogo a un’esplosione. Oggi pomeriggio Manuel e i suoi amici avrebbero dovuto far esplodere diversi fusti da 200 litri. I Carabinieri intervenuto sul luogo della disgrazia hanno sequestrato tutto assieme ad altro carburo pronto per essere utilizzato. A San Foca, piccola frazione di San Quirino dove abitava il giovane, la notizia si e’ diffusa in un battibaleno e in tanti si sono recati sul luogo dell’episodio. Manuel Allegretto, che avrebbe compiuto 20 anni tra pochi giorni, lascia oltre a mamma e papa’ anche una sorella di 16 anni. Sul posto insieme ai Carabinieri anche sanitari del 118 e l’elisoccorso. (AGI)
Cli/Est

CONFINDUSTRIA: PARTE IL FORUM IMPRENDITORIALE ITALIA-TUNISIA

Venerdì, Gennaio 19th, 2007

(AGI) - Roma 19 gen. - Intensificare i rapporti commerciali e di collaborazione tra Italia e Tunisia e’ l’obiettivo principale della missione imprenditoriale italiana in programma a Tunisi dal 21 al 23 gennaio organizzata da ICE, ABI e Confindustria in collaborazione con UTICA, la Confindustria tunisina e con l’Associazione degli Industriali di Vicenza. La delegazione imprenditoriale, guidata dal Vice Presidente di Confindustria Giuseppe Morandini, dal Presidente dell’Associazione degli Industriali di Vicenza Massimo Calearo e, per il Governo, dal Sottosegretario al Commercio Internazionale Mauro Agostini, prevede la partecipazione di 230 imprese italiane e di oltre 300 operatori che incontreranno 400 controparti tunisine in una sessione ricca di incontri bilaterali, oltre 1100.
Il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, nella lettera al suo collega tunisino, Hedi Djilani, ha sottolineato di essere “particolarmente orgoglioso di poter affermare che, insieme con ABI ed ICE, e in collaborazione con Confindustria Vicenza e con Assafrica & Mediterraneo, abbiamo organizzato la piu’ grande missione imprenditoriale mai tenutasi non solo in Tunisia, ma in tutta la sponda sud del Mediterraneo. I numeri di questo evento”, ha aggiunto, “testimoniano ancora una volta l’interesse che il sistema imprenditoriale italiano nutre nei confronti dell’area mediterranea e della Tunisia in particolare che, da sempre, ha rappresentato un partner privilegiato per le nostre imprese”.
Un quadro politico ed istituzionale stabile e livelli di rischio imprenditoriale tra i piu’ bassi del continente africano rendono la Tunisia un Paese in grado di offrire molteplici opportunita’ d’affari. Come dimostrano i dati dell’interscambio commerciale, nei primi nove mesi del 2006 le esportazioni italiane hanno registrato un aumento del 6,63 % rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (1.885 milioni di euro), collocando l’Italia al secondo posto come partner commerciale della Tunisia, oltre che come Paese investitore.
La partecipazione italiana alla missione copre pressoche’ tutti i settori: dall’agroalimentare, alle tecnologie della comunicazione, dal tessile-abbigliamento all’ambiente e biotecnologie, fino alle infrastrutture e al turismo. L’evento cardine dell’iniziativa di Tunisi e’ rappresentato dal Forum Italia - Tunisia che si svolgera’ il 22 gennaio e che vedra’ interventi dei rappresentanti dell’industria italiana e locale, oltre che di esponenti governativi italiani e tunisini. (AGI)
Mau

CLIMA: VENDOLA, NON SI TRATTA DI SALVARE UN METRO DI CIELO

Venerdì, Gennaio 19th, 2007

(AGI) - Bari, 19 gen. -Vendola non ha evitato il tema dell’effetto “nimby” che sempre piu’ condiziona gli insediamenti industriali o energetici. “Non dobbiamo fuggire dall’inquietudine dei cittadini - ha risposto Vendola - i cittadini sono inquieti perche’ naturalmente gli elementi che dimostrano che c’e’ stato un uso sconsiderato della risorsa territorio, o delle risorse aria e acqua, appartiene alla realta’. Pero’ - ha avvertito ancora Vendola - non possiamo pensare che il mondo della cittadinanza sia una specie di asilo infantile che dobbiamo addomesticare; dobbiamo confrontarci, rendere trasparenti i nostri progetti di sviluppo e anche fare una battaglia delle idee. Io penso che il sud d’Italia si salva se continuiamo ad investire sull’industria a partire dall’innovazione e dalla ricerca. L’industria energetica per esempio puo’ essere una delle chance piu’ importanti per il nostro territorio - ha proseguito - credo che dobbiamo anche combattere la tendenza ad immaginare che l’unica cosa che conta e’ che non venga disturbato il mio orto o il mio giardino ma questa crescita di consapevolezza o e’ frutto di una circolazione trasparente di informazione sui progetti e sulle procedure, oppure rischiamo un corto circuito”. “In Puglia - ha detto ancora Vendola - credo che ci siano condizioni importanti per immaginare un cambio di passo, oggi abbiamo indicatori economici che erano stabilmente negativi che cominciano a vedere una inversione di tendenza, siamo dinanzi a un territorio che riprende a respirare e perche’ non sia un fatto contingente ci deve essere la capacita’ di puntare sempre di piu’ sui fattori che rendono il sistema produttivo un sistema e non la somma algebrica di tanti frammenti, con il pubblico che investe non sulla sua capacita’ di sovvenzionare il sistema di impresa ma sulla sua capacita’ di trasferire tecnologie, di puntare sull’innovazione. Basterebbe imparare dai poveri che stanno diventando ricchi - ha concluso Vendola - da India e Cina con la scommessa fatta sull’Universita’, l’India sforna piu’ laureati in chimica, matematica, ingegneria di qualunque altra parte del mondo, l’India ha globalmente piu’ laureati di quanti sono i cittadini francesi. La sfida fondamentale e’ sull’innovazione, la competizione internazionale e’ una gara che potra’ vincere chi sara capace di specchiare i propri orizzonti”.(AGI)
Sec

SEQUESTRO NEL PALERMITANO: ESAMI DEL RIS SU REPERTI BIOLOGICI

Giovedì, Gennaio 18th, 2007

(AGI) - Palermo, 18 gen. - Sostanze biologiche non meglio identificate sarebbero state trovate nell’abitacolo del suv del possidente Pietro Michele Licari, 68 anni, del quale non si hanno notizie da sabato scorso e per il quale una richiesta di riscatto e’ pervenuta alla famiglia. Sul fuoristrada, ritrovato nelle campagne di Partinico (Palermo), i carabinieri del Ris di Messina avrebbero rilevato le tracce biologiche, raccolte assieme ad altri reperti e ora oggetto di esami tecnico-chimici nella sede dello stesso Raggrupamento investigazioni scientifiche.
Intanto, le ricerche condotte fin da lunedi’ in vasta area della provincia di Palermo tra Partinico, San Cipirello e San Giuseppe Jato sono state momentanemente sospese e anche i sommozzatori dell’Arma sono rientrati a Messina. I carabinieri delle compagnie di Monreale, Corleone e Partinico, stanno comunque continuando a effettuare posti di controllo e ispezioni di casolari abbandonati nelle zone di rispettiva competenza territoriale. (AGI)
Cli/Rap/Mzu

SICILIA: REGIONE E SINDACATI FIRMANO INTESA PER CONCERTAZIONE

Giovedì, Gennaio 18th, 2007

(AGI) - Palermo, 18 gen. - Un incontro ogni tre mesi per affrontare i nodi dello sviluppo nell’Isola: lo prevede l’accordo siglato dal presidente della Regione, Salvatore Cuffaro, e dai segretari regionali di Cgil, Italo Tripi, Cisl, Paolo Mezzio, e Uil, Claudio Barone.
Sette i punti che l’intesa individua come oggetto del regolare confronto tra governo regionale e sindacati: i nodi di crisi, e in particolare i problemi dello stabilimento Fiat di Termini Imerese, della forestazione, del contratto di programma per la chimica e, in generale, tutti i temi legati all’economia siciliana; Le questioni del lavoro, la formazione professionale e la sicurezza; le infrastrutture; la programmazione dei fondi europei 2007-2013; la razionalizzazione della spesa sanitaria e, in generale, le politiche socio-sanitarie; il piano energetico regionale; il piano rifiuti e le politiche delle acque.
Il presidente della Regione si e’ impegnato inoltre ad intraprendere il metodo della concertazione con le organizzazione sindacali, coinvolgendo gli assessori regionali. (AGI)
Rap/Mzu

UNIVERSITA’: CALABRIA-NASSIRIYA, AL VIA SECONDA FASE PROGETTO

Martedì, Gennaio 16th, 2007

(AGI) - Catanzaro, 16 gen. - Un collegamento di solidarieta’ all’insegna del dialogo tra i popoli e le culture: questo il senso del progetto di scambio e sostegno all’Universita’ irachena di Thi-Qar a Nassiriya che vede tra i promotori l’Universita’ Magna Graecia di Catanzaro, insieme agli altri due atenei calabresi, l’associazione culturale “Il Campo - Idee per il futuro”, ma anche le Universita’ di Napoli, Federico II, l’Orientale e la Seconda Universita’, e l’Universita’ “Roma Tre”. Un progetto, nato nel maggio 2004 per offrire un sostegno al processo di ricostruzione dell’Iraq e al consolidamento delle sue istituzioni culturali e scientifiche, che continua oggi con nuove iniziative: l’e-learning, l’insegnamento a distanza per tutti gli studenti di Medicina dell’Universita’ di Nassiriya, e la realizzazione, nell’ambito dell’Ateneo iracheno, di una nuova facolta’, la “Facolta’ delle “Paludi”, destinata a sviluppare la conoscenza e la formazione per il recupero geo-ambientale, economico e sociale dell’ecosistema delle paludi gravemente danneggiato. Questa seconda fase del progetto si avvarra’ anche del sostegno del Ministero degli Affari Esteri. Per presentare le nuove iniziative e per fare il punto sul progetto, questa mattina, si e’ tenuta una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il professor Agostino Gnasso, delegato del rettore Venuta per i programmi e gli scambi culturali internazionali, l’assessore regionale alla Cultura e all’Istruzione, Sandro Principe, il presidente dell’associazione culturale “Il Campo - Idee per il futuro”, Giuseppe Soriero. Il professor Gnasso ha voluto sottolineare il forte significato di pace di questa iniziativa, e l’attenzione che da sempre l’Universita’ Magna Graecia riserva alle relazioni internazionali, anche in considerazione della posizione strategica della Calabria nell’area che si affaccia sul Mediterraneo. “Attraverso questo progetto - ha spiegato il professor Gnasso- si sta realizzando uno scambio culturale reale con quei popoli e quella civilta’, per un arricchimento vicendevole sotto piu’ punti di vista”. L’Universita’ Magna Graecia, infatti, e’ stato il primo Ateneo a promuovere il progetto e a ospitare tre giovani laureati dell’Universita’ di Nassiryia, che stanno seguendo proprio in questi mesi, presso i laboratori del Campus di Germaneto, i corsi di Dottorato di ricerca in Oncologia Molecolare, Immunologia sperimentale e sviluppo di terapie innovative e in Biotecnologie mediche. Ahmed Abdual-Kadhim Nassir Al-Amiry, Ali Naeem Salman, Talib Hassan Ali Al-Musawi: questi i nomi dei tre dottorandi provenienti dall’Universita’ di Nassiriya. Due di loro erano anche presenti e sono intervenuti alla conferenza stampa. (AGI)
Ros (Segue)

CLIMA: CIA, AZIONE INCISIVA PUO’ RIDURRE EFFETTO SERRA

Martedì, Gennaio 16th, 2007

(AGI) - Roma, 16 gen.- L’agricoltura italiana, specialmente se condotta correttamente dal punto di vista ambientale, puo’ ridurre le sue emissioni in atmosfera e contribuire ad assorbire la CO2 (anidride carbonica) prodotta da altri settori. Cio’ puo’ avvenire attraverso una diffusione delle produzioni biologiche che, riducendo l’uso dei fertilizzanti e pesticidi chimici, abbattono le emissioni dal 10 al 50 per cento, la diminuzione delle lavorazioni superficiali del terreno, la fornitura di biomassa per finalita’ energetiche in sostituzione delle fonti fossili. E’ quanto rileva la Cia, Confederazione italiana agricoltori, davanti ai cambiamenti climatici che sempre piu’ hanno riflessi sulla nostra vita quotidiana, sul sistema economico, sui cicli del mondo agricolo.
Insomma, l’agricoltura, sebbene partecipi in misura ridotta alla emissione dei gas-serra (secondo i dati forniti con la metodologia dell’Intergovernamental panel for climate change, il settore incide per il 5,4 per cento delle emissioni di CO2 ed il comparto forestale e’ addirittura responsabile attivo di un assorbimento di CO2 pari al 5,8 per cento delle emissioni dello stesso gas; per avere un ordine di grandezza: mezzo ettaro di bosco assorbe le emissioni prodotte da un autoveicolo per il periodo di vita del conducente), rappresenta -afferma la Cia- una chiave di volta per contrastare il degrado ambientale e soprattutto per combattere l’inquinamento del clima.
Oggi finalmente sembra che si registri una larga condivisione sulla grande opportunita’ offerta dall’agricoltura come riduttore di emissioni di gas-serra. A tal proposito la Cia ricorda il recente accordo quadro di filiera firmato presso il ministero delle Politiche agricole per produrre 70.000 tonnellate di biodiesel da 70.000 ettari coltivati a colza e girasole e la Finanziaria 2007 che ha impostato un programma organico per la utilizzazione dei biocarburanti e sembra volere finalmente destinare gli interventi unicamente alle fonti rinnovabili, escludendo quelle impropriamente assimilate alle rinnovabili che hanno sottratto sino ad oggi una grande porzione dei finanziamenti.Per la Cia, quindi occorre urgentemente predisporre un vero Piano di sviluppo delle energie rinnovabili in agricoltura che preveda finanziamenti a quei produttori agricoli che possano produrre bioenergie o partecipare alla gestione di impianti di microcogenerazione da 1 e 2 megawatt. (AGI)
Vip (Segue)

RICERCA: FARMINDUSTRIA, CON BIOTECH ITALIA PIU’ COMPETITIVA

Martedì, Gennaio 16th, 2007

(AGI) - Milano 16 gen.- Le Scienze della Vita sono al centro di una rivoluzione. E’ in atto ormai da tempo un cambiamento strutturale, che vede crescere le partnership tra imprese del farmaco e mondo delle biotecnologie per accelerare l’innovazione nell’area della Salute e rispondere a bisogni terapeutici ancora non soddisfatti. “In Italia si parla sempre piu’ di biotech grazie ai risultati ottenuti: oggi infatti sono in sviluppo clinico 30 farmaci biotech, altrettanti ve ne sono in fase preclinica. Un numero significativo rispetto ai 418 in sviluppo a livello mondiale”, sottolinea Sergio Dompe’, presidente di Farmindustria intervenuto alla presentazione di “MilanoChek Up”, patrocinata da Assobiotec, che si svolgera’ dal 6 al 9 giugno alla FieraMilano. “Il Paese puo’ essere tra i protagonisti di primo piano nella competizione internazionale. Ha grandi potenzialita’, avendo una solida piattaforma industriale nel farmaco (terzo in Europa e quinto al Mondo per numero di occupati), una crescente compagine nel Red biotech (con piu’ di 100 imprese e 8 mila addetti) e Centri Pubblici di Eccellenza nella Ricerca biomedica, con Milano e il suo territorio in prima fila”, aggiunge Dompe’ secondo il quale un altro vantaggio competitivo del settore e’ rappresentato dalle capacita’ dei ricercatori italiani apprezzati anche all’estero per la produttivita’, la flessibilita’ e la creativita’. “Le imprese sono quindi pronte a far crescere la competitivita’ del Sistema con un impegno sempre piu’ forte e appassionato nella Ricerca.
Vi e’ pero’ la necessita’ di una politica che difenda e stimoli con costanza l’innovazione, dia stabilita’ al settore, promuova la sinergia tra scienza e imprese come strategia vincente. Che sappia in definitiva - conclude il presidente di Farmindustria - connettere i nodi della rete di eccellenza con i centri di ricerca, i parchi scientifici, gli spin-off e le imprese impegnate nelle diverse fasi dell’attivita’ di Ricerca e sviluppo. (AGI)
Vip