(AGI) - Roma, 6 feb. - Ordinando i settori merceologici in base al loro contributo alla variazione complessiva delle esportazioni italiane verso l’India, al primo posto si trova quello delle macchine ed apparecchi meccanici, la cui crescita (+29,4%) spiega il 42,5% di quella complessiva delle esportazioni verso l’India. Il settore dei metalli e prodotti in metallo e’ al secondo posto e, con un incremento dell’89,5%, contribuisce per il 27,9% alla crescita delle vendite. Al terzo posto si colloca il settore degli apparecchi elettrici e di precisione, con un aumento del 16,3% e un contributo dell’8,3%. Seguono il settore dei mezzi di trasporto con una variazione del 48,2% e un contributo del 7,5%, i prodotti chimici e fibre sintetiche artificiali e gli articoli in gomma e materie plastiche che, con variazioni rispettivamente del 9,8% e 63,4%, forniscono contributi del 4% e 3,4% alla crescita delle vendite complessive verso l’India.
Nel 2006, in base ai dati provvisori, 8.204 operatori hanno realizzato scambi commerciali con l’India, risultando in forte crescita rispetto ai 5.705 rilevati nel 2000. Nel 2006, 5.724 operatori possono essere considerati micro-esportatori, in quanto ognuno realizza sul mercato indiano vendite per un valore annuo inferiore ai 75 mila euro, coprendo appena il 4,8% del totale delle esportazioni italiane realizzate nel paese asiatico. Considerando il valore delle vendite, nel 2006 gli operatori che dichiarano di esportare beni per un valore superiore ai 5 milioni di euro annui sono 58 (pari allo 0,7% del totale degli esportatori), con una quota sul complesso delle esportazioni pari al 34,7%. Gli operatori la cui classe di fatturato all’export e’ compresa fra i 2,5 e i 5 milioni di euro coprono il 15,1% del totale delle esportazioni dirette verso il paese asiatico, con una quota sugli operatori pari all’1,1%. La quota relativa agli operatori con fatturato esportato in India compreso tra 750 mila e 2,5 milioni di euro si attesta al 4,5% nel 2006, mentre il peso in termini di valore esportato da tale classe e’ pari al 22,9%. Per le classi di fatturato minori, la quota di vendite afferente agli esportatori della classe compresa fra i 75 e i 250 mila euro (pari al 15,7% del complesso degli operatori) ammonta all’8,5,%, mentre gli operatori compresi nella classe di fatturo 250-750 mila euro (che rappresentano l’8,3% del totale degli operatori) realizzano il 14,1% del complesso delle vendite dirette verso il paese asiatico. (AGI)
Mau