(AGI) - L’Aquila, 13 mar. - Il ministero dell’Ambiente si sta gia’ interessando alla discarica individuata nei pressi dei fiumi Tirino e Pescara, vicino allo stabilimento chimico di Bussi Officine, dove la forestale ha scoperto 240 mila tonnellate di rifiuti tossici interrati in una vasta area. Sono i verdi abruzzesi a rendere nota la notizia. La discarica sembra essere una delle piu’ grandi scoperte in Italia e forse in d’Europa.
Il ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, ha gia’ affidato a Gianfranco Mascazzini, direttore generale per la tutela delle acque interne (TAI) e della tutela del territorio, le indagini abruzzesi ed ha subito attivato il Nucleo Operativo Ecologico (NOE). Saranno messi a disposizione dal ministero tutti i mezzi tecnici ed economici per una soluzione immediata a Tutela della regione Abruzzo e della salute degli abruzzesi.
“Un duro colpo all’Ambiente che deve essere discusso e approfondito” - dichiara Walter Caporale, Capogruppo regionale dei Verdi abruzzesi -”per questo motivo presentero’ una interrogazione urgente, affinche’ anche la Regione, come il ministero dell’Ambiente, si impegni per un’azione immediata ed efficace. Qui e’ in gioco la salute dei cittadini e non soltanto dell’ambiente”.
“Questa discarica abusiva e’ un disastro ambientale a cielo aperto, esistente da decenni che potrebbe essere ancora, o forse gia’ lo e’, una prassi seguita dalle aziende del polo chimico della zona”, osserva Mario Camilli, presidente regionale dei Verdi - “Ripongo la mia fiducia nella magistratura - aggiunge -che spero non si limiti alle indagine nei pressi delle aziende ma anche dentro di esse e mi auguro individui al piu’ presto le responsabilita’ in modo preciso e puntuale per la loro incriminazione”.
“Bel primato per un paese di nemmeno 3000 anime, nella Regione dei Parchi, dichiara Ladislaa Di Gianvincenzo, dei Verdi di Bussi “Dalla memoria degli anziani bussesi, sembrano emergere altri siti in cui, verso il paese, vicino al fiume, a nord della “Fabbrica” qualcuno andava a raccogliere mercurio che poi rivendeva, sistemandolo dentro le bottigliette della gassosa. Non sono leggende metropolitane, chi faceva quel ‘recupero’ e’ ben noto al Paese. A questo punto noi Verdi che ci siamo sempre battuti per la salvaguardia della salute in una situazione cosi’ difficile, per la presenza sul territorio di Bussi di una fabbrica chimica da piu’ di cent’anni, auspichiamo che venga fatta piena luce su questo scempio ambientale di proporzioni cosi’ vaste, che vengano accertate le responsabilita’ di chi ha, nel corso dei decenni , in modo cosi’ criminale, attentato alla salute dei suoli e delle acque e, di conseguenza, alla salute della popolazione locale e non solo”. (AGI)
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