CHIMICA: D’ANTONI,TROVEREMO FONDI PER ACCORDO PROGRAMMA PRIOLO
Sabato, Marzo 3rd, 2007(AGI) - Siracusa, 3 mar. - Si possono trovare i fondi per la realizzazione dell’accordo di programma per il rilancio della chimica nell’area industriale di Priolo. Ne e’ convinto il vice ministro allo sviluppo economico, Sergio D’Antoni, intervenuto oggi ad uno specifico convegno sul tema, organizzato a Siracusa dalla Cisl. Per D’Antoni, comunque, la questione va inserita nel piu’ ampio contesto della crescita del Mezzogiorno, che deve essere compatibile con l’ambiente; in questa prospettiva il sito industriale di Priolo puo’ ancora avere un futuro.
“L’impegno preso con l’accordo di programma - ha affermato il vice ministro - va mantenuto, partendo dalla bonifica di alcune aree e dalla realizzazione di alcune produzioni non inquinanti. Su queste possibilita’ va sviluppata una grande politica industriale, che dia garanzie piene all’ambiente e alla salute dei cittadini con il risanamento delle aree, e dia un’ipotesi di crescita a questa zona che tanto ha pagato nel corso degli anni”. Per D’Antoni occorre destinare a Priolo “un contributo sostanzioso”. “Le risorse ci sono - ha aggiunto - trovarle e’ un problema di scelte e di qualita’, messe in moto da un procedimento nuovo che vede il Mezzogiorno al centro dell’iniziativa della politica economica del governo, come ha detto il presidente Prodi nei dodici punti presentati per il superamento della crisi. Dentro questa nuova centralita’ ci sono i problemi della Sicilia, di Siracusa e di Priolo. Bisogna fare in modo che tra le risorse ordinarie e quelle straordinarie che derivano da cosiddetto quadro strategico nazionale, si possa ricavare tutto cio’ che e’ necessario per infrastrutture, per il rilancio industriale e per ridare una prospettiva di futuro con un’occupazione stabile. Puntiamo a uno sviluppo vero, compatibile con l’ambiente, allo sviluppo per il porto di Augusta, finanziato con somme specifiche attraverso la finanziaria”.
Alla domanda se il sito industriale di Priolo sia destinato a chiudere, D’Antoni ha risposto: “Io penso che tutto cio’ che e’ compatibile dal punto di vista industriale, non solo non deve chiudere ma deve svilupparsi in termini tali da non creare guasti all’ambiente. Bisogna fare in modo che produzioni, tecnologie sviluppate ed ambiente trovino una compatibilita’ effettiva in un tavolo che veda protagonisti tutti i soggetti coinvolti, comprese le comunita’ locali”. Ma il sindacato, rispetto alla strada indicata da D’Antoni, si pone in posizione di guerra armata. “Se non sara’ convocato un tavolo al piu’ presto e non saranno trovati i soldi per l’Accordo di programma - ha detto il segretario provinciale della Cisl, Enzo Scata’ - andremo alla mobilitazione che potra’ arrivare anche alla fermata degli impianti”. (AGI)
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