(AGI) - Bergamo, 13 apr - E’ scattata stamani, lungo il fiume Brembo, in Lombardia, un’importante operazione di polizia ambientale, denominata “Potamos”.
L’operazione, che ha visto impegnati in tutto circa una ventina di forestali, e’ stata condotta dagli investigatori specializzati nelle indagini scientifiche sull’Ambiente del Corpo Forestale dello Stato.
L’operazione ha interessato il comune di Canonica d’Adda, a due passi dalla confluenza nel fiume Adda, al confine con l’oasi verde del Parco dell’Adda.
Le forti esalazioni avvertite e lo scenario apparso agli uomini del Comando Stazione di Sotto il Monte, del Nucleo Investigativo Provinciale di Polizia Ambientale e Forestale di Bergamo e dell’Unita’ indagini scientifiche del Nucleo Centrale di Polizia Ambientale e Forestale di Roma, hanno fin da subito fatto scattare l’ipotesi di scarico da reflui industriali.
E’ stato infatti individuato il tratto terminale di uno scarico illegale nell’alveo del fiume. Immediato l’intervento della squadra scientifica del Corpo Forestale dello Stato che ha proceduto al campionamento delle acque in corrispondenza del tratto terminale dello scarico incriminato.
I chimici e i tecnici di laboratorio dell’unita’ scientifica del Corpo Forestale dello Stato hanno effettuato analisi chimico-fisiche sul campo, a bordo del laboratorio mobile del Corpo Forestale dello Stato, finalizzate all’individuazione dell’attivita’ industriale responsabile dello scarico.
Sostanze tossico nocive come ammoniaca, cloruri, solfati, fenoli, cromo, rame, nichel sono state riscontrate nei campioni in quantita’ molto elevate. Tali composti hanno effetti tossicologici sulla salute umana, in particolare su reni, apparato gastro-intestinale, apparato respiratorio, cute, sistema immunitario, sistema nervoso e sangue.
Lo scarico e’ risultato fortemente inquinato, torbido, putrescibile, maleodorante (a causa del contenuto di solfuri e azoto ammoniacale).
I ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia con personale del Corpo Forestale dello Stato, stanno procedendo, attraverso l’impiego di un georadar, anche all’individuazione del percorso della tubazione dello scarico, allo scopo di prevenire il rischio di inquinamento della falda, rischio giudicato elevato, poiche’ lo scarico si trova nell’alveo del fiume e in prossimita’ di cave dove sono presenti numerosi laghetti provocati dall’emersione di acque di falda dovuta all’escavazione in profondita’ non eccessiva.
I comuni interessati dalla falda sono Pontirolo nuovo e Canonica d’Adda, con presenza di campi coltivati ed allevamenti. In particolare, nei dintorni dello scarico vi sono terreni agricoli di foraggio e mais, allevamenti di bovini da latte.
L’azienda ritenuta responsabile dello smaltimento illecito dei rifiuti rischia la segnalazione all’Autorita’ giudiziaria da parte del Corpo Forestale dello Stato. La ditta responsabile degli scarichi sarebbe dotata, infatti, di un impianto di depurazione non idoneo al tipo di trattamento dei reflui, in quanto sottodimensionato.
Le sanzioni previste vanno dall’arresto fino a 3 anni ad un’ammenda fino a 120.000 . Gli altri reati rilevati vanno dal danneggiamento e alterazione delle bellezze naturali e paesaggistiche, alla violazione del vincolo paesaggistico per modifica, in seguito alla colorazione, dell’aspetto esteriore di un bene paesaggistico.
Dal 2003 al 2006 i controlli del Corpo Forestale dello Stato mirati al contrasto dei reati di inquinamento nel settore delle acque hanno portato, in Lombardia, alla denuncia di oltre 50 illeciti tra penali ed amministrativi. Su tutto il territorio nazionale, il dato riferito allo stesso periodo sale a 1425.(AGI)
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