Archivio per il Giugno, 2007

AMBIENTE: MONTEZEMOLO, MISURE A DIFESA NON FRENINO LO SVILUPPO

Lunedì, Giugno 4th, 2007

(AGI) - Milsano, 4 giu. - Le politiche a difesa dell’ambiente non devono rispondere a una logica anti-industriale, non devono frenare lo sviluppo. Lo chiede la Confindustria, con il presidente Luca Cordero di Montezemolo che ha sposato oggi le posizioni espresse durante l’assemblea di Federchimica dal presidente Giorgio Squinzi, alla presenza del ministro dello Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani.
“Occorre un diverso approccio delle politiche ambientali - ha detto Montezemolo - che non devono essere concepite in logica anti-industriale, anti-impresa e non devono rappresentare un drammatico freno allo sviluppo. Occorre guardare all’Europa, ma senza l’idea che le direttive Ue debbano essere rese piu’ rigide per l’Italia. Il nostro Paese deve far sentire forte in Europa le ragioni dell’industria manifatturiera. Le politiche ambientali non possono costituire un ulteriore freno per la crescita”.
Ancora piu’ esplicito nel suo intervento Giorgio Squinzi: “Difendere il pianeta dalle emergenze costera’ tantissimo, il rischio e’ che sia l’industria e in particolare l’Italia a pagare di piu e troppo, e cio perche’ si vogliono fare inutili fughe in avanti. Non ci possono essere iniziative nazionali autonome, l’Italia non puo’ risolvere i problemi del pianeta. Finora si e’ spacciato come miglioramento un inutile demagogico appesantimento della norma, e piu’ i costi sono elevati, piu’ e’ colpita l’azienda minore, piu’ e a rischio lo sviluppo del Paese. Caro ministro - continua rivolgendosi a Bersani - sono consapevole che tu concordi su questi aspetti, ma concorda anche il Governo? e il Parlamento? Ci deve essere un confronto dentro il Governo che fissi un ruolo preciso da parte del tuo Ministero a difesa dell’industria, come avviene in tutta Europa”. E il Codice ambientale - afferma ancora - deve essere “compatibile con l’Europa, nulla piu’ dell’Europa e nulla prima dell’Europa”. (AGI)
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FIAMME IN AZIENDA CHIMICA VARESE, SCONGIURATO RISCHIO AMBIENTE

Lunedì, Giugno 4th, 2007

(AGI) - Varese, 4 giu. - Ci sono volute ben 11 squadre dei Vigili del Fuoco giunte da Busto Arsizio, Varese, Como e Inveruno per domare l’incendio sviluppatosi ieri sera verso le 20 in un capannone della ‘Orsa’, nota azienda chimica di Gorla Maggiore, nel Varesotto. Le operazioni di bonifica Si sono concluse solo intorno all’una della scorsa dopo che il rogo era stato circoscritto intorno alle 23.00. Secondo quanto accertato le cause sarebbero da ricercarsi nell’esplosione di una pompa della centrale termica dell’azienda con sede in via Colombo. Sul posto anche numerose ambulanze, I carabinieri della locale stazione e gli uomini della protezione civile che hanno aiutato a far scorrere il traffico. Fortunatamente non si registrano feriti e neppure conseguenze ambientali. Le fiamme si sono estese in pochi minuti ad alcuni materiali infiammabili e all’olio combustibile, circa 50 mila litri, che alimentavano l’impianto. Si e’ subito formata un densa colonna di fumo, visibile a parecchi chilometri di distanza. L’azienda, che produce il cosiddetto ‘tessuto non tessuto’, negli ultimi quattro anni ha gia’ subito altri tre incendi di consistenti proporzioni. L’ultimo nel maggio 2006. L’incendio ha destato molta preoccupazione da un punto di vista ambientale anche per la presenza di altre due compartecipate della ‘Orsa: la ‘Orsa Foam’ dove si fabbricano schiume e la ‘Arte’ che si occupa di agglomerato. La ‘Orsa Foam’ e’, tra l’altro, segnalata come azienda a rischio di incidente rilevante per via dei prodotti chimici utilizzati nella lavorazione. (AGI)
Cli/Pag

NIGERIA: NUOVO ASSALTO RIBELLI NEL DELTA, RAPITI 4 STRANIERI

Sabato, Giugno 2nd, 2007

(AGI/REUTERS) - Port Harcourt, 2 giu. - Nuovo assalto dei ribelli contro installazioni straniere nel Delta del Niger: a Port Harcourt, capitale dello Stato meridionale nigeriano di Rivers, un commando di individui armati ha attaccato il complesso residenziale dove sono ospitati i dipendenti della compagnia texana ‘Schlumberger’, specializzata nelle fornitura di tecnologia e assistenza per lo sfruttamento degli idrocarburi; alcuni lavoratori, almeno quattro stando a fonti del servizio di vigilanza, sono stati portati via dagli aggressori che, per poter meglio agire indisturbati, si erano camuffati indossando divise delle unita’ governative anti-sommossa. Lo ha reso noto un portavoce della polizia locale, Felix Ogbaudu. L’azienda sta ancora cercando di appurare l’esatto numero di coloro che sono stati rapiti. E’ comunque salito ad almeno una trentina il totale dei cittadini stranieri presi in ostaggio nella zona; tra essi anche quattro italiani che lavorano per il colosso petrolifero ‘Chevron’, catturati insieme a due colleghi, un americano e un croato, il 1 maggio scorso durante un attacco a una piattorma ‘off-shore’ davanti alle coste del vicino Stato di Bayelsa. Si tratta di Raffaele Pascariello, Alfonso Franza, Ignazio Gugliotta e Mario Celentano. I sei sarebbero dovuti essere liberati il 30 maggio, ma il rilascio e’ poi stato rinviato: a detta dei sequestratori del Mend, il Movimento per l’Emancipazione del Delta del Niger, per mere ragioni logistiche. Sempre a Port Harcourt ieri erano stati rapiti diversi lavoratori asiatici della compagnia petrol-chimica indonesiana ‘Indorama’. (AGI)
Pdo

NIGERIA: ASSALTO A COMPLESSO INDONESIANO, RAPITI TRE ASIATICI

Venerdì, Giugno 1st, 2007

(AGI/REUTERS/AFP) - Port Harcourt, 1 giu. - Ennesimo attacco contro un’installazione industriale straniera nel sud della Nigeria: un commando di miliziani armati di mitragliatrici pesanti e candelotti di dinamite ha fatto irruzione nel complesso residenziale di Port Harcourt, capitale dello Stato meridionale di Rivers, dove alloggiano i dipendenti della ‘Indorama’, una compagnia petrol-chimica con sede in Indonesia, e hanno sequestrato almeno tre dirigenti, tutti a quanto sembra di origini asiatiche, probabilmente indonesiani o indiani. Lo ha riferito un portavoce della polizia, Felix Ogbaudu, secondo cui l’assalto e’ stato seguito da un furibondo scontro a fuoco con le forze dell’ordine. Stando a fonti locali citate dalla ‘Misna’, agenzia di stampa delle congregazioni missionarie, nella sparatoria sarebbero rimasti uccisi due agenti; gli ostaggi potrebbero inoltre essere cinque o addirittura sei. Il medesimo complesso era gia’ stato attaccato meno di quindici giorni fa. Non e’ chiaro chi vi sia dietro al nuovo rapimento, in seguito al quale ha superato la ventina il numero complessivo dei lavoratori stranieri ancora tenuti in ostaggio nel Paese africano; nell’ultimo mese ne sono stati rapiti in tutto quaranta, e circa centottanta in un anno e mezzo: la maggior parte sono pero’ stati rilasciati in breve tempo. Tra chi rimane nelle mani dei sequestratori ci sono anche quattro italiani che lavorano per il colosso petrolifero ‘Chevron’. (AGI)
Red/Pdo