(AGI) - Roma, 27 feb. - A due settimane dalla chiusura delle liste per le elezioni del 13 e 14 aprile, il Pd fa i conti con il ‘nodo’ candidature. Nella sede della Margherita, a piazza del Nazareno, e’ in corso da questa mattina l’incontro tra il vice segretario Dario Franceschini, il coordinatore Goffredo Bettini e i segretari regionali del Pd. I rappresentanti regionali del partito sottoporranno ai vertici del partito i nomi e le personalita’ espressione del territorio. A queste dovranno essere aggiunte le candidature nazionali, espressione delle scelte del segretario.
Al momento, secondo quanto si apprende, si e’ gia’ deciso che Massimo D’Alema sara’ il capolista in Puglia. La partita non e’ semplice e sta creando qualche tensione all’interno del partito di piazza Sant’Anastasia. Oggi e domani, ma anche venerdi’ e sabato, proseguiranno gli incontri tra il numero due del Pd, Dario Franceschini, e il coordinatore del partito, Goffredo Bettini, con i segretari regionali: regione per regione, in singoli faccia a faccia, sottoporranno le rose di nomi selezionati dal territorio. Via via si scremeranno le candidature proposte per arrivare alle liste definitive. Tutto sara’ definito ed ultimato solo nelle ultime ore, cioe’ domenica notte o, al massimo, all’alba di lunedi’.
Alla questione candidature si aggiunge la polemica laici-cattolici all’interno del partito, dopo la decisione di includere personalita’ del mondo radicale nelle liste del Pd. Le diverse anime cattoliche che aderiscono al Partito Democratico, dai teodem ai cristiano sociali agli ex popolari, si vedono in mattinata ad un convegno. Interverra’ Veltroni, ma non ci sara’ Rosy Bindi che a Repubblica dice di non essere interessata ad una “passerella indistinta dei cattolici”: sono “assolutamente contraria - spiega - all’ipotesi che si crei una corrente perche’ il Pd e’ un’altra cosa, e’ il tentativo di fare sintesi”. Lo stesso Veltroni, dopo i malesseri per l’accordo con i Radicali ha sottolineato che “l’idea che cattolici e laici non possano convivere in uno stesso partito non e’ di un Paese moderno” e anche il capogruppo alla Camera Antonello Soro chiede che non si “alzino muri tra laici e cattolici”.
E non si placano le polemiche su quella che la Sinistra-Arcobaleno definisce ‘la svolta a destra’ di Veltroni, sul tema della sicurezza, dopo l’apertura del segretario del Pd al ricorso alla castrazione chimica per i pedofili. Secondo il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, “Veltroni insegue Calderoli sulla castrazione chimica e cio’ da il senso di uno stato confusionale a 360 gradi”. (AGI)
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