Archivio per il Febbraio, 2008

ALIMENTAZIONE: ALTA CUCINA PROTAGONISTA A 38^ “MIA” DI RIMINI

Martedì, Febbraio 26th, 2008

(AGI) - Rimini, 25 feb. - L’alta cucina - con il Concorso Bocuse d’Or - e’ stata protagonista oggi alla 38a Mostra Internazionale dell’Alimentazione, in programma fino a domani a Rimini Fiera. Si tratta di una delle competizioni riservate ai cuochi piu’ prestigiose al mondo ed e’ intitolata a Paul Bocuse, 82enne francese considerato il piu’ straordinario cuoco del XX secolo, tanto che l’ex presidente francese Jacques Chirac lo defini’ “un monumento del nostro patrimonio nazionale”. A presiedere la selezione italiana al Concorso era un altro totem della cucina, Gualtiero Marchesi, cuoco fra i piu’ famosi e primo in Italia ad ottenere col suo ristorante le tre stelle della Guida Michelin. Insieme a critici gastronomici ha giudicato il lavoro dei sei cuochi italiani che hanno partecipato alla selezione: solo il primo potra’ competere in luglio a Stavanger (Norvegia) per poi tentare di assicurarsi un posto alla fase finale del concorso che si svolgera’ a Lione nel gennaio 2009. In gara oggi alla MIA Stefano Pinciaroli da Cerreto Guidi (FI), Gaetano Raguni’ da Forlimpopoli (FC), Angelo Giovanni Di Lena da Cesena, Stefano Leone romano di nascita ma attualmente al lavoro in Danimarca, Sabatino Amendola di Piano di Sorrento (NA) e Nicola Vizzarri di Termoli (CB). Il concorso si e’ avviato in mattinata, la sfida riguardava la preparazione di due piatti, uno a base di agnello e l’altro di salmone. Tutto cio’ che e’ stato utilizzato durante la prova era prodotto fresco, nessuna preparazione e’ consentita prima della prova. Al termine e’ risultato vincitore Gaetano Raguni’, nato a Forlimpopoli e chef del Club Hotel Dante di Cervia. “Gli italiani - ha detto Gualtiero Marchesi al termine dell’evento - tendono a consumare sempre piu’ pasti al di fuori di casa e avanza la tendenza a consumare piccoli assaggi, mini porzioni e sempre di fretta. Capisco le necessita’ e qui a questa Fiera vedo tante soluzioni per questa domanda in crescita. Al contempo va tutelata la tradizione della cucina di casa e una bella cena fra amici e parenti. Forse per questo mutamento dei costumi i grandi ristoranti sono un po’ in difficolta’, ma questo non e’ preoccupante perche’ certi locali e’ bene che siano guidati in cucina da veri professionisti”.

A proposito della cucina italiana, Marchesi ha le idee chiare: “Abbiamo le carte in regola per rappresentare una scuola nel mondo, ma manca la struttura di riferimento, un sostegno reale. Due giorni fa il presidente francese Sarkozy ha deciso di chiedere l’inserimento della cucina del suo paese nel patrimonio mondiale dell’Unesco, definendola la migliore del mondo. Ecco: in Italia non accade un fatto del genere, anche se l’Italia non ha nulla da invidiare alla Francia e tanto meno alla Spagna, che con la sua invasione all’insegna della chimica mi pare un po’ al tramonto”. (AGI)

Mir/Red

PEDOFILIA: FINI, CASO AOSTA FUORI DAL BUONSENSO

Sabato, Febbraio 23rd, 2008

(AGI) - Verona, 23 feb. - Il presidente di Alleanza nazionale, Gianfranco Fini, commenta duramente la notizia del professore di Aosta condannato per pedofilia e riammesso all’insegnamento. “Io credo - ha detto Fini a Verona - che se un magistrato rimette in cattedra un insegnante condannato per pedofilia, si ha la riprova che tra la giustizia italiana e il buonsenso e’ successo un corto circuito. Mi rifiuto di pensare che non esistesse un modo legale per impedire una vergogna di questo genere e cioe’ che un pedofilo condannato come tale torni ad insegnare”. Fini quindi torna a parlare di castrazione chimica: “quella che brutalmente viene chiamata castrazione chimica - ha spiegato - non e’ una pena ma una cura. Si tratta, con sostanze inibenti, di rendere impossibile il riprodursi di quelle pulsioni malsane che sono all’origine della pedofilia. Basta girare un po l’Europa per scoprire che queste terapie sono gia’ in atto in altri Paesi”. (AGI)

Crc/Mom

RIFIUTI: GREENPEACE, ‘SCOMPARE’ IL 91% DI QUELLI ELETTRONICI

Giovedì, Febbraio 21st, 2008

(AGI) - Roma, 21 feb. - Che fine fa il 91% dei rifiuti elettronici che produciamo non e’ dato saperlo, eppure molti dei materiali che contengono sono altamente inquinanti. Questa denuncia arriva dal rapporto “Toxic-tech: non nel nostro cortile” di Greenpeace che e’ stato diffuso oggi in tutto il mondo. Molti prodotti elettrici vanno a finire in inceneritori e discariche o vengono esportati nei paesi in via di sviluppo in Africa o in Asia con evidenti ripercussioni su salute, sicurezza e ambiente. Anche nella stessa Unione Europea, soggetta a regolamentazioni piu’ rigide, non c’e’ un’informazione precisa su dove vada a finire piu’ del 75% dei rifiuti elettronici prodotti. Nei paesi di recente industrializzazione e’ quasi impossibile stimare la percentuale di rifiuti elettronici che sfugge a qualsiasi forma di trattamento o gestione, anche se in India si valuta che circa il 99 per cento dei rifiuti elettrici ed elettronici (143 mila tonnellate all’anno) viene assorbita dai settori “informali” del riciclo o viene semplicemente gettato in discariche illegali. “Sono i lavoratori asiatici, costretti a disassemblare questi prodotti a mani nude, i piu’ esposti alla miscela dei composti chimici tossici contenuti nei rifiuti elettronici. Per non parlare dell’inquinamento arrecato all’acqua, all’aria e al suolo non solo in corrispondenza dei cantieri di lavoro ma anche nelle aree limitrofe” - denuncia Vittoria Polidori, responsabile della campagna Inquinamento di Greenpeace - “La montagna di prodotti elettronici obsoleti sta crescendo a un tasso elevatissimo a causa della rapida evoluzione del settore che si unisce al loro sempre piu’ breve ciclo di vita”. Esiste oggi un flusso nascosto di rifiuti tecnologici che si attesta su una media del 91% dei prodotti immessi al consumo. “I produttori devono aumentare il loro impegno per raccogliere e trattare gli scarti correttamente, introdurre programmi volontari di ritiro dei prodotti in disuso e, allo stesso tempo, rimuovere le sostanze pericolose dai propri articoli gia’ nel ciclo di produzione in modo da agevolare le operazioni di riciclo e recupero dei materiali in essi contenuti - sostiene Polidori - Solo cosi’ potremmo assicurarci che la marea di rifiuti tossici venga fermata senza diventare un pericoloso problema nel cortile di qualcuno”. (AGI)

Red

ARRIVA LA PLASTICA AUTO-RIPARANTE, SARA’ UNA RIVOLUZIONE

Giovedì, Febbraio 21st, 2008

(AGI) - Londra, 21 feb. - Una sostanza elastica che si ripara da se’ e semplicemente restituisce il materiale come nuovo. E’ la scienza del futuro a portata di mano: un gruppo di scienziati ha messo a punto una sostanza elastica che si ripara al massimo entro una settimana dalla sua rottura grazie alla sua particolare struttura molecolare; i lembi strappati vengono semplicemente messi insieme e, dopo 15 minuti, la giuntura e’ come nuova.

Le applicazioni sono infinite: dalla possibilita’ di rendere durevoli le ossa artificiali a quella di creare vetri infrangibili e vernici (anche quelle di case e auto) che non si scheggiano. Ma soprattutto, diventa realta’ il sogno di tutte le donne: calze che non si sfilano.

Un vestito strappato, ma soprattutto una calza sfilata, possono rovinare una serata. Ma dagli scienziati arriva una speranza che e’ ormai una certezza. Il team di ricercatori dell’Istituto superiore di fisica e chimica industriale di Parigi, all’origine dell’innovativo materiale, e’ convinto che il suo utilizzo potenziale offra un ventaglio infinito di applicazioni; ma la speranza maggiore e’ di adattare la nuova tecnologia alla medicina, dove la capacita’ di auto-ripararsi sarebbe utilissima per ossa e cartilagini artificiali. La sostanza, che e’ stata messa a punto in cinque anni, e’ pronta per l’uso commerciale.

Il materiale e’ simile alla gomma elastica, ma con la particolarita’ di avere lembi adesivi: la sostanza ha piccole molecole strutturate a rete che si allungano, ma ritornano sempre nella forma originale. Quando si riavvicinano i lembi strappati, le estremita’ si sanano perche’ la struttura molecolare e’ tale da avere una superficie quasi vitale che cerca di formare ponti. La notizia dell’invenzione della “gomma sopra-molecolare” e’ apparsa su ‘Nature’. Sembra veramente il materiale del futuro: secondo gli scienziati, questi materiali possono essere “facilmente trattati, riusati e riciclati”. “La loro capacita’ unica di auto-ripararsi, la semplicita’ della loro sintesi, la disponibilita’ a partire da energie rinnovabili e il basso costo delle materie prime sono di ottimo augurio per le future applicazioni”.

Il materiale si comporta come una gomma, ma ha una capacita’ assolutamente singolare di auto-ripararsi: “Quando un oggetto si spezza o si scheggia e i pezzi sono rimessi insieme a temperatura ambiente, si sanano senza necessita’ di innalzare la temperatura o di premerli fortemente”. Non solo: l’azione di rompere e riparare il materiale puo’ essere ripetuta piu’ volte. Il miracolo ha pero’ delle condizioni: a 23 gradi centigradi i due lembi possono essere lasciati per piu’ di una settimana e poi tornano insieme, ma a 40 gradi la ‘finestra utile’ si riduce a 48 ore. Piu’ a lungo le superficie vengono lasciate fondersi, piu’ forte risulta il materiale; ma dopo appena 15 minuti dalla fusione il materiale si puo’ triplicare in lunghezza prima di strapparsi. (AGI)

Bia

PEDOFILIA: CASINI, DA FINI BOUTADE DELLA POLITICA SPETTACOLO

Giovedì, Febbraio 21st, 2008

(AGI) - Roma, 21 feb. - La castrazione chimica? “Un’altra boutade della politica spettacolo. Fini ha sentito Calderoli e ci e’ andato dietro…”. E’ questo il giudizio di Pier Ferdinando Casini sulla proposta del leader di An di applicare la castrazione chimica per i pedofili. (AGI)

Gil

PEDOFILIA: SAVARINO (UDC), INTRODURRE CASTRAZIONE CHIMICA

Mercoledì, Febbraio 20th, 2008

(AGI) - Palermo, 20 feb. - “Contro i pedofili non basta la certezza della pena detentiva ovvero l’obbligo di dimora dopo l’espiazione, contro gli orchi serve la castrazione chimica”. Lo afferma Giusy Savarino, deputato regionale dell’Udc, che agiunge: “I fatti di questi giorni, prima nell’agrigentino e stamani a Palermo impongono una riflessione seria che porti alla modifica del codice penale. I reati sessuali commessi i contro i minori devono considerarsi frutto di gravi turbe psichiche e perversioni, tanto da prevedere coattivamente il trattamento farmacologico per chi si macchia di tali violenze”. (AGI)

Rap

PEDOFILIA: PSICHIATRI, AMMISSIBILE LA CASTRAZIONE CHIMICA

Martedì, Febbraio 19th, 2008

(AGI) - Roma, 19 feb. - “Se si avesse la piena consapevolezza dei danni psicologici e comportamentali che la violenza sessuale genera in un bambino, allora forse la castrazione chimica dei pedofili sembrerebbe piu’ ammissibile”. Gli psichiatri presenti al dodicesimo congresso della Societa’ italiana di psicopatologia, in corso di svolgimento a Roma, riflettono sulla possibilita’ di intervenire con la castrazione chimica per combattere la pedofilia, come proposto da Gianfranco Fini dopo la vicenda di Agrigento. “L’incapacita’ di relazionarsi con gli altri - sottolinea il professor Massimo Biondi, professore ordinario di psichiatria alla Sapienza di Roma e membro del direttivo Sopsi - l’incapacita’ di godere dei rapporti sessuali per una vita intera, le paure e spesso forti forme di somatizzazioni, sono le conseguenze che restano a vita dopo aver subito violenza. Certo, - continua Biondi - bisognerebbe prevedere una graduazione di misure terapeutiche, un ventaglio di possibilita’ (psicoterapia, farmaci), questa e’ certamente la piu’ estrema e tra l’altro non definitiva. Comunque la possibilita’ non andrebbe scartata, soprattutto nei casi di reiterazione del reato”. “La castrazione chimica consiste - spiega dal canto suo il professor Roberto Delle Chiaie (coordinatore dei corsi Ecm) - nella somministrazione di ormoni antiandrogeni che riducono drasticamente la libido abbassando il livello di testosterone; ecco perche’ non e’ soluzione definitiva. Non definitiva ma comunque estrema ed ammissibile - continua il professor Delle Chiaie - pensiamo ad esempio a chi rifiuta le cure”. (AGI)

Cli/Rm/Glc/Pgi

CHIMICA: FEDERMANAGER, POLITICA DEI RINVII PENALIZZA MARGHERA

Martedì, Febbraio 19th, 2008

(AGI) - Roma, 19 feb. - Il parere della Commissione Tecnica VIA (Valutazione Impatto Ambientale) del Ministero dell’Ambiente, che ha bocciato, seppur di misura, il progetto di potenziamento dell’impianto CVM-PVC di Porto Marghera della INEOS, la multinazionale inglese che ha scelto di investire nell’industria chimica in Italia, “prosegue una politica di rinvii, iniziata 14 anni fa e continuata con tutti i governi che si sono succeduti fino ad oggi, e rischia di compromettere definitivamente il futuro del polo industriale di Porto Marghera”. E’ l’allarme lanciato dal presidente di Federmanager, Edoardo Lazzati.

“Tale decisione, attesa da lungo tempo, contraddice gli accordi di programma presi nel 2000 per lo sviluppo sostenibile dell’area che ospita l’impianto INEOS, in base ai quali si sono gia’ effettuati ingenti investimenti ambientali e di sicurezza in ottemperanza delle direttive europee per la prevenzione dell’inquinamento”.

Federmanager auspica che la Commissione ministeriale possa compiere velocemente gli ulteriori approfondimenti necessari e pronunciarsi con un parere tecnico positivo per sbloccare l’investimento. Il ciclo produttivo del Petrolchimico di Porto Marghera sarebbe gravemente compromesso da una eventuale chiusura del ciclo Cloro-CVM-PVC, con conseguenze sulla sopravvivenza dei quattro stabilimenti petrolchimici dell’area padana: Marghera, Mantova, Ferrara e Ravenna. Ancora una volta la mancanza di capacita’ decisionale, o la paura di prendere decisioni, penalizza pesantemente l’industria chimica Italiana.

“Malgrado il Ministro Bersani abbia piu’ volte affermato che l’industria chimica sia strategica per il Paese, posizione che la dirigenza italiana condivide - sostiene il Presidente di Federmanager, Edoardo Lazzati - i fatti non hanno seguito le dichiarazioni di principio. Nonostante che i grandi Paesi industrializzati, Germania, Inghilterra, Francia e USA in prima linea, abbiano mantenuto e sviluppato una forte presenza nella Chimica (di base o fine), l’Italia ha abbandonato questo settore strategico per lo sviluppo e l’occupazione. Continuando cosi’ - conclude Lazzati - l’Italia della Chimica diventera’ come l’Italia dell’Energia, dipendente per l’85% dall’estero”.

Il Presidente di Federmanager ricorda, infatti, che l’attivita’ petrolchimica in Italia alimenta tutta l’industria delle materie plastiche, oltre a buona parte dell’industria di trasformazione, e la sua sopravvivenza rappresenta un obiettivo strategico fondamentale per tutta l’industria italiana. (AGI)

Ccc

ELEZIONI: FINI, RIVEDREMO NORME PERMISSIVE DELLA LEGGE GOZZINI

Martedì, Febbraio 19th, 2008

(AGI) - Roma, 16 feb. - “Rivedremo le norme piu’ permissive della legge Gozzini. Ci sono benefici inspiegabili”. Lo afferma Gianfranco Fini, parlando a ‘Radio anch’io’. Il leader di An inoltre torna sulla sua proposta di usare la castrazione chimica per fermare i pedofili: “E’ una terapia scientifica, non serve parlare soltanto di aumento della pena come ho sentito dire a Veltroni”, osserva Fini. (AGI)

Gil

PEDOFILIA: FINI, OCCORRE LA CASTRAZIONE CHIMICA

Martedì, Febbraio 19th, 2008

(AGI) - Roma, 18 feb. - Gianfranco Fini, commentando al Tg1 il caso di Agrigento, ribadisce che occorre innanzitutto “la certezza della pena” per combattere il fenomeno della pedofilia. “Mi fa piacere - osserva il leader di An - che anche Veltroni ora scopra la certezza della pena, la tolleranza zero. Ma in questi casi - aggiunge ancora Fini - non serve solo parlare di certezze della pena, occorre la castrazione chimica” per togliere “le tentazioni, le pulsioni” nei pedofili che abusano dei minori”. (AGI)

Gil/Clo

OGM: PATTA RIBADISCE ALL’UE NO A SUPERPATATA ED ALCUNI MAIS

Lunedì, Febbraio 18th, 2008

(AGI) - Bruxelles, 18 feb. - L’Italia e’ contraria all’autorizzazione di tre ibridi di mais e della patata destinata alla produzione di amido, mentre per una quarta proposta relativa ad un mais gia’ in commercio nel territorio comunitario come alimenti per uso umano, il Governo italiano si e’ astenuto.

E’ quanto ha ribadito, nel corso del Consiglio Agricoltura dell’Unione Europea, il sottosegretario alla Salute Gian Paolo Patta, intervenuto in rappresentanza del Governo italiano. Il sottosegretario Patta, ha dichiarato: “Come gia’ espresso in altre occasioni, riteniamo che le biotecnologie rappresentino strumenti innovativi, ed in alcuni casi indispensabili per il miglioramento della qualita’ della vita. Tuttavia, lo sforzo davanti a noi e’ quello di ottenere le massime garanzie affinche’ l’uso delle moderne tecnologie assicuri vantaggi e ricadute positive per tutti i settori, e garantisca nello stesso tempo la tutela dei consumatori europei.

Riteniamo che queste proposte di decisione presentate dalla Commissione, se pur suffragate da un’opinione favorevole dell’Autorita’ Europea per la Sicurezza Alimentare, non tengano in debito conto i possibili effetti sulle produzioni agricole comunitarie e il rispetto della biodiversita’. La nostra posizione, gia’ espressa in sede di Comitato permanente, rappresenta in generale un atteggiamento di cautela circa l’immissione in commercio di alimenti e mangimi geneticamente modificati che tiene conto dell’opinione pubblica ed in particolare dei consumatori italiani, preoccupati dell’impatto sulla salute e sull’ambiente, nonche’ della perdita del patrimonio agroalimentare nazionale”. (AGI)

Com/Mpa

PEDOFILIA: CRIMINOLOGO, SONO MALATI, SERVE CASTRAZIONE CHIMICA

Lunedì, Febbraio 18th, 2008

(AGI) - Roma, 18 feb. - “Iacono e’ un malato, non guarira’ mai se non lo si cura adeguatamente, e cioe’ con la castrazione chimica. Sono stanco di ripeterlo da 20 anni”. Sbotta cosi’ il criminologo e psichiatra Francesco Bruno, nel commentare la vicenda di Agrigento, l’ennesimo caso di recidivita’ di un pedofilo che, scarcerato, commette altri stupri a danni di bambini. “Possono dargli anche trent’anni - spiega Bruno - ma quando uscira’ fara’ altri danni. Perche’ quell’uomo e’ un criminale, ma e’ soprattutto un malato, con un impulso patologico che lui stesso non puo’ controllare, e va curato nel suo stesso interesse”. Il metodo piu’ sicuro, sottolinea Bruno, e’ la castrazione chimica, “ma nessuno ha il coraggio di farla, hanno paura. Chiesi all’allora ministro Castelli di fare una circolare per chiarire che e’ un metodo che va utilizzato quando possibile, e lui mi rispose ‘fossi matto’. Nessuno vuole prendersi la responsabilita’ delle possibili polemiche, le amministrazioni non comprano i farmaci necessari, i medici non li usano, il Ministero della Giustizia non fa chiarezza: sono loro i veri responsabili, non il giudice che ha scarcerato Iacono e i tanti altri come lui”. Anche a chi la chiede insistentemente per se’ stesso la castrazione chimica viene negata: “Ho seguito un caso drammatico - racconta Bruno - di un giostraio di Reggio Emilia, pedofilo, che si era reso conto che per avere una vita decente doveva essere curato, e per anni ha chiesto la castrazione chimica per poi tentare di rifarsi una vita. E’ morto in carcere, malato come prima”. (AGI)

Pgi

OSSERVATORE: CONCORDATO ITALIANO MODELLO PER LA UE

Sabato, Febbraio 16th, 2008

(AGI) - CdV, 16 feb. - Nei rapporti con le religioni, l’Unione Europea puo’ ispirarsi al modello italiano e in particolare al principio di “bilateralita’” affermato nel 1984 con l’Accordo di revisione del Concordato, che “costituisce uno degli elementi fondamentali del sistema costituzionale di disciplina del fenomeno religioso”. Lo sottolinea l’Osservatore Romano che a 24 anni dalla firma da parte dell’allora premier Bettino Craxi e del segretario di Stato Agostino Casaroli ricorda che quella scelta porto’ all’archiviazione dei progetti di revisione dell’articolo 7 della Costituzione per seguire “una linea diversa e contrapposta” dando invece “piena attuazione” a quanto affermato dai Costituenti. Si e’ cosi’ potuto “armonizzare le norme pattizie con i principi costituzionali e con l’evoluzione della comunita’ civile ed ecclesiale, aprendo la strada ad una nuova legislazione ecclesiastica che ha portato a numerose intese con le confessioni diverse dalla cattolica e attende di essere completata con una legge organica sulla liberta’ religiosa”.

Un risultato che, rileva l’articolo del prof. Venerando Marano, direttore dell’Osservatorio Giuridico della Cei, “fa apparire estranea all’esperienza italiana, e fortemente riduttiva, una lettura della laicita’ volta a confinare l’esperienza religiosa nel recinto della coscienza individuale e della semplice liberta’ di culto, escludendo la rilevanza della religione e il ruolo delle Chiese e delle comunita’ religiose nella sfera pubblica”. E mentre nell’Unione Europea, con il trattato di Lisbona, la previsione di un dialogo strutturato con le religioni “non contrasta, ma rafforza, la laicita’ positiva e includente di cui si avverte il bisogno”, e conferma “il ruolo che le Chiese e le comunita’ religiose possono svolgere nell’ambito del processo di costruzione della ‘casa comune’ che per essere tale deve fondarsi su valori comuni radicati nella sua tradizione e su un ethos condiviso”, nel nostro Paese questa stessa laicita’ “puo’ favorire il dialogo fra concezioni ed esperienze diverse, necessario riguardo alle nuove questioni con le quali e’ chiamata a misurarsi, dall’incontro tra diverse culture agli sviluppi delle biotecnologie, dai risorgenti fondamentalismi al diffuso relativismo etico”. (AGI)

Siz