(AGI) - Perugia, 16 giu. - Nel corso del 2007 (ed il trend e’ pressoche’ lo stesso anche nei primi mesi del 2008) l’economia umbra ha mostrato un progressivo rallentamento del quale, maggior responsabile, e’ l’immobilita’ della domanda interna. E’ quanto emerge dall’indagine annuale della Banca d’Italia, illustrata stamani a Perugia, presenti, tra gli altri, Paolo Pasca direttore della filiale di Perugia. Dai dati rilevati su un campione medio di 178 imprese con sede in Umbria e con almeno 20 addetti, nell’industria in senso stretto si e’ interrotta, dopo un triennio, la fase di crescita delle vendite, per la debolezza della domanda interna ed estera in alcuni dei principali comparti di attivita’ che si e’ riflessa solo parzialmente sull’attivita’ produttiva che ha continuato a crescere, seppure rallentando. La contrazione ha riguardato i settori dei metalli e prodotti in metallo, dell’alimentare e della chimica. Proseguito invece, su ritmi ancora sostenuti, l’aumento del fatturato delle imprese meccaniche e del tessile abbigliamento, in particolare di quelle con un?offerta di qualita’ piu’ elevata. “Per la maggior parte delle imprese - ha evidenziato l’analista Paolo Guaitini - le previsioni dei livelli produttivi per l’ultimo trimestre dell’anno sono ancora improntate a stabilita’; per il primo trimestre del 2008 divengono prevalenti le aspettative di nuovi incrementi, soprattutto per le aziende di maggiori dimensioni”. Per quanto attiene le esportazioni, l’analisi della banca d’Italia ha evidenziato che nei primi sei mesi del 2007 sono aumentate a prezzi correnti del 25,1 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il dato va comparato con una crescita nazionale delle esportazioni pari all?11,7 per cento, per circa i tre quarti dovuta ai prezzi (valori unitari medi). Tale crescita si lega in buona parte alle vendite di metalli e prodotti in metallo, che rappresentano il 40 per cento dell’export regionale. Il comparto siderurgico segna un aumento del 50,7 per cento, legato agli incrementi registrati dalle quotazioni dei materiali di base sui mercati internazionali. Al netto dei metalli e prodotti in metallo le esportazioni sono cresciute del 13,5 per cento, in accelerazione rispetto al 2006 (7,5 per cento); la dinamica risulta analoga a quella registrata nelle regioni del Centro (13,6 per cento) e migliore rispetto alla media nazionale (10,0 per cento). Sono aumentate anche le vendite all’estero delle imprese della meccanica (17,3 per cento), in ripresa le esportazioni di prodotti tessili e dell?abbigliamento (12,1 per cento) mentre quelle del settore alimentare sono diminuite dell?8,6 per cento; il calo si e’ concentrato nel comparto degli oli grassi vegetali e animali (-24,9 per cento), che ha risentito anche della delocalizzazione di una parte della produzione destinata all’estero. Nel settore delle costruzioni, nella prima parte del 2007 la crescita, sostenuta dalle opere pubbliche e dall’edilizia commerciale e industriale, ha iniziato a manifestare segnali di rallentamento riconducibili alla componente residenziale. Anche il flusso di fondi legato alla ricostruzione post-sisma sta rallentando; nei primi nove mesi del 2007 la spesa e’ stata pari a 382 milioni di euro contro i 451 milioni di euro dell’analogo periodo del 2006. Nel comparto del commercio il tasso dimesso, e’ dovuto alla diminuzione della spesa delle famiglie, le vendite hanno fortemente rallentato (dal 6,6 all’1,6 per cento su base annua); il peggioramento ha interessato i prodotti confezionati di largo consumo. In apparente controtendenza il mercato dell’auto che tra gennaio e settembre 2007 ha registrato un aumento delle immatricolazioni di autovetture del 4,3 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, grazie pero’ agli incentivi alla rottamazione; quelle dei veicoli commerciali hanno continuato a diminuire (-4,2 per cento). (AGI)
Cli/Pg/Sic