(AGI) - Roma, 31 lug - “In Italia si continua a privilegiare l’interesse delle grandi industrie della chimica, invece di tutelare l’interesse pubblico”. Cosi’ il presidente dell’Unione degli Apicoltori Francesco Panella commenta in una nota l’incontro avvenuto ieri tra i rappresentanti del settore apistico e il Ministro dell’Agricoltura. Una riunione il cui esito e’ stato, secondo Panella “preoccupante e deludente”.
Sotto accusa, da parte degli apicoltori, le “armi chimiche” usate in agricoltura, considerate responsabili della moria delle api che ha colpito un settore gia’ in crisi.
Da anni infatti apicoltori e scienziati indipendenti indicano la pericolosita’ e gli effetti perversi di quelle che l’Unione Apicoltori definisce “nuove molecole insetticide autorizzate e usate irresponsabilmente in modo crescente”. La situazione e’ peggiorata questa primavera, con lo spopolamento di oltre 50.000 alveari spopolati nel Nord Italia in contemporanea con la semina del mais, causato, secondo gli apicoltori, dalla formazione di nubi tossiche di particelle chimiche che impolverano i semi e che sono disperse nell’ambiente.
Per fronteggiare l’emergenza il Ministero dell’Agricoltura aveva assunto l’impegno di monitorare il fenomeno e di assumere decisioni conseguenti: “ma quando, dopo oltre tre mesi, e’ stato finalmente convocato un tavolo di settore - sottolinea l’Unione degli Apicoltori - e’ risultato evidente che l’amministrazione del Ministero non intende comunicare tutti gli elementi di conoscenza che gli sono stati trasmessi dalle varie amministrazioni ed enti che si sono impegnati sul campo a seguire il fenomeno”, nonostante analisi chimiche abbiano “con certezza assoluta individuato le molecole chimiche in questione come causa della moria delle api”. A oltre tre mesi dai fenomeni di spopolamento, conclude Panella, “l’unico impegno espresso dall’amministrazione del Ministero e’ stato di fare quanto fino ad ora non e’ stato fatto” (AGI).
Red/Ale