CHIMICA: PREOCCUPAZIONE A MARGHERA PER PROTOCOLLO INEOS-SAFI
Lunedì, Febbraio 23rd, 2009(AGI) - Venezia, 23 feb. - Dopo l’entusiamo, la doccia fredda? E’ l’atmosfera che si respira a Marghera, per la precisione all’interno della vasta area della chimica veneta coinvolta nella vicenda della Ineos. Un’area fatta da lavoratori, sindacalisti, fornitori e piccoli imprenditori dell’indotto, tra i quali comincia a serpeggiare un certo allarme per quello che sembra essere un pericoloso ritardo nell’adempimento degli accordi sottoscritti, nei primi giorni di febbraio, al ministero dello Sviluppo economico. Andiamo con ordine.
L’intesa per il polo chimico di Marghera (ma anche per quello di Porto Torres) prevede la cessione degli impianti del cloro e della plastica Pvc dalla multinazionale chimica inglese Ineos alla societa’ metalmeccanica trevisana Safi. Ineos, elemento da non sottovalutare, ha accumulato un debito di oltre 80 milioni per forniture non pagate di materie prime (nei confronti sostanzialmente di societa’ del Gruppo Eni). E fra gli impegni presi dall’imprenditore veneto Fiorenzo Sartor, oltre a quest’ultimo, vi sono le spese necessarie alla riqualificazione degli impianti, alla ricapitalizzazione dei Ineos Vinyl, al mantenimento dei livelli occupazionali nei vari impianti.
Ma e’ proprio sul rispetto di questi impegni che piu’ di una voce preoccupata si e’ sollevata fra gli addetti ai lavori a Marghera: se non si affronta il ripianamento dei debiti pregressi, questo il ragionamento, non c’e’ il rischio che non si proceda alla necessaria riconversione degli impianti? e non c’e’ il pericolo che ne soffrano i livelli occupazionali?. Ecco perche’ le associazioni di categoria si stanno attrezzando per portare queste domande, gia’ nei prossimi giorni, nelle sedi competenti. (AGI)
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